Record di medaglie e successi
Milano-Cortina: quando la tregua olimpica vale per tutti ma non per la sinistra
Il mondo riconosce all'Italia l'impeccabile qualità dell'organizzazione dei Giochi Invernali. Ma sui media internazionali, a partire dal New York Times, si sottolineano le strane motivazione alla base dello sciopero dei giornalisti della Rai
Una strana atmosfera ‘sinistra’ aleggia sui Giochi Invernali di Milano-Cortina 2026. Numeri record di spettatori ed estimatori, medagliere olimpico italiano da primato, con la rappresentativa Azzurra che in soli quattro giorni ha prima eguagliato e poi superato, vincendo due ori in un solo pomeriggio, i trionfi di Torino 2006.
Unanime riconoscimento sul fronte organizzativo
Immagini che arrivano dal villaggio olimpico che rasentano la perfezione sul fronte dell’accoglienza e dell’organizzazione, molto diverse da quelle viste – ad esempio – a Parigi in occasione dei Giochi estivi, con gli atleti costretti a dormire sulle panchine o fuori dalla stanze per il caldo asfissiante, l’aria condizionata inesistente e i letti stile campeggio attrezzato.
Complimenti da tutto il mondo e sul web
I complimenti per l’avvio impeccabile della kermesse arrivano da ogni parte del mondo, social compresi, che di solito non fanno sconti a nessuno ma che invece propongono video con migliaia di like sull’alto livello del cibo italiano e della pulizia delle camere riservate agli addetti ai lavori e agli sportivi. Perchè questo è quello che si vede con gli occhi di tutto il mondo che si collega ai Giochi di Milano-Cortina 2026: un successo e una festa dello sport, dove ognuno sostiene con lealtà i propri colori.
Alcuni italiani tifano per il flop
Poi ci sono quegli italiani che, incredibilmente, sembrano proprio tifare per il flop e contro l’Italia. Sono una piccolissima minoranza nazionale, quasi irrilevante a fronte dei tanti che sostengono gli azzurri e sono orgogliosi di fare bella figura all’estero. Ma seppur pochi si fanno sentire. Loro non abitano il villaggio: sono fuori dagli impianti e lontani dalle piste innevate. E non sono ovviamente i violenti che stanno apertamente provando a sabotare i giochi – e per i quali l’unica via maestra è quella della legge e della giustizia, nella speranza che vengano presto individuati e puniti -. Quelli che sperano nell’insuccesso sono altri e annunciano iniziative legali e lecite e che pure paiono proprio avere come obiettivo quello di far fare all’Italia una brutta figura in occasione di una prova di tenuta internazionale.
Scioperi annunciati e penalizzanti
Parliamo degli operatori che hanno addirittura richiesto l’intervento del garante per gli scioperi. Ma non solo. C’è un’altra categoria pronta a incrociare la braccia: i giornalisti della Rai che aderiscono al sindacato Usigrai. Cronisti del servizio pubblico, pagato dai cittadini, che hanno l’onore e l’onere di raccontare agli italiani quanto accade in questi giorni. Domani, venerdì 13 febbraio, non firmeranno i loro pezzi “per solidarietà con i colleghi di Rai Sport”. E benché probabilmente vada loro concesso il beneficio del dubbio sul fatto che alla base di questa decisione ci sia un reale senso di comunità e spirito di servizio nei confronti del pubblico che segue e paga la Rai, il risultato che deriva da questa presa di posizione non cambia.
Il NYT ironizza sulle ragioni della sciopero Rai
Perché la notizia della mobilitazione annunciata è stata subito ripresa dalla stampa internazionale, a partire dal New York Times. Incredibilmente però al centro dell’articolo non c’è stato il plauso: l’autorevole organo di stampa americano ha sottolineato con penna fine quanto strana appaia la ragione di questo sciopero, indetto “non per protestare contro i bassi salari o le cattive condizioni di lavoro” ma per gli errori commessi nel corso della cronaca della cerimonia di apertura dal direttore Paolo Petrecca. Insomma confondere lo Stadio San Siro con lo Stadio Olimpico non può essere perdonato dall’emittenza italiana.
Per il quotidiano Usa i giornalisti italiani sono “spietati”
Nel pezzo il giornalista del quotidiano statunitense ripercorre alcune gaffe, portate all’attenzione della stampa internazionale soprattutto grazie alla stampa nazionale che con puntualità le ha subito sottolineate per far notare l’errore e conclude sottolineando come i media italiani siano siano stati “spietati” nei confronti di Petrecca.
L’annuncio dello sciopero è stata una figuraccia
Insomma, con l’annuncio di questa mobilitazione l’Italia ha già fatto la prima figuraccia, che gli è valsa un articolo ironico di una delle testate più autorevoli del mondo. Perché la “pace olimpica” si può chiedere a tutti, anche ai dittatori e ai guerrafondai in giro per il mondo. Ma questo appello alla pace non riguarda certo la sinistra, che non capisce quanto la reazione sia peggio del danno.
Si può chiedere la tregua olimpica al servizio pubblico?
Dopo giorni di critiche e proteste sarebbe bello mettere da parte le rivendicazioni e lavorare tutti per regalare all’Italia una credibilità internazionale degna di una Nazionale e di atleti che stanno dando tante soddisfazioni ai loro connazionali e lustro alla bandiera tricolore. Quindi, per la durata dei Giochi Olimpici e Paralimpici di Milano-Cortina 2026 si può sperare in una tregua, per amor Patrio? Agli “spietati media” italiani il compito di rispondere.