Ong disobbedienti
Migranti, Piantedosi stronca la lagna di Humanity1: “60 giorni di fermo e multa, messa a rischio la vita delle persone”
La disobbedienza delle navi Ong al governo si alza di livello. Il “blocco navale” e tanto altro ancora nel disegno di legge da votare in Parlamento è visto con il fumo negli occhi: una vera e propria mannaia per chi ha la presunzione di sostituirsi ai governi per disciplinare salvataggi e fenomeni migratori. L’aveva annunciato la nave Sea Watch, con un perentorio “Disobbediremo”. Ma in queste ore è il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, a far capire che al rispetto delle leggi non c’è alternativa: se ne facciano una ragione. Dal suo profilo X il ministro mette bene in chiaro le regole, fa capire senza tema di fraintendimenti l’aria che tira.
Piantedosi: “Multa e fermo per per la Humanity 1. Ha violato ancora una volta la legge”
“Sessanta giorni di fermo e 10 mila euro di multa per la Humanity 1. L’ong ancora una volta non ha rispettato gli obblighi di legge previsti durante le operazioni in mare. Non si tratta solo di una grave violazione della normativa ma di un comportamento irresponsabile. Che mette a rischio la vita stessa delle persone”. E’ accaduto che la nave della ong Sos Humanity la scorsa settimana aveva soccorso 33 migranti e li aveva sbarcati a Trapani. Era stato assegnato Napoli come porto sicuro. il rapporto tra le navi delle Ong e il governo italiano è una storia di disobbedienza. Il ddl migranti segnala regole certe. Anche se le Ong non vengono mai citate espressamente nel disegno di legge, la possibilità del blocco navale è visto come fumo negli occhi. La risposta più ironica al piagnisteo delle Ong era arrivato da Fabio Rampelli, vicepresidente della Camera di Fratelli d’Italia: “Il soccorso in mare è un compito dello Stato. All’accusa di voler estromettere le Ong in mare rispondo: magari!”.
Disobbedienza e piagnistei delle Ong
L’aveva annunciato Sea Watch: “Disobbediremo”. Non solo parla di disegno di legge “rivoltante”, ma attraverso la portavoce, Giorgia Linardi, annuncia che non rispetterà il blocco navale. In tutta risposta “metteremo in mare una nuova nave, che affiancherà le due già esistenti, SeaWatch5 e Aurora”. Ma sappiano che il vento è cambiato. Da tempo il braccio di ferro con il governo si gioca sul rifiuto del pos indicato dal governo. Ultimo caso a fine gennaio, quando il governo decretò il fermo amministrativo di 15 giorni e una sanzione di 7500 euro per la Sea Watch 5: aveva violato le norme Piantedosi. Il provvedimento seguiva lo sbarco a Catania di 18 persone soccorse in acque internazionali dalla nave della ong. Le autorità italiane motivano il provvedimento sostenendo che la ong si sarebbe rifiutata di segnalare l’operazione di soccorso alle forze libiche. L’equipaggio della nave per tutta risposta sfidò l’esecutivo: «La nostra è una decisione politica – spiegava Linardi -: da novembre abbiamo deciso, insieme ad altre organizzazioni, di escludere la guardia costiera libica dalle informazioni operative». La disobbedienza pianificata prosegue.
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