Indagine in corso
Migranti, falsi certificati per evitare il rimpatrio, la Procura di Ravenna apre un’inchiesta: sei medici indagati
Sotto osservazione il reparto di malattie infettive dell'ospedale. Salvini chiede il pugno duro in caso di conferma degli illeciti
Falsi certificati medici per evitare il rimpatrio di immigrati irregolari. E’ quanto sarebbe avvenuto all’Ospedale Ravenna e su cui indaga la Procura della Repubblica locale.
L’indagine sul reparto di malattie infettive
Una perquisizione informatica (e non solo) ha infatti interessato ieri il reparto delle Malattie Infettive dell’ospedale di Ravenna nell’ambito di un’indagine della polizia coordinata dai Pm Daniele Barberini e Angela Scorza in merito ai certificati medici necessari al via libera per l’accompagnamento degli extracomunitari irregolari ai Cpr – i Centri di permanenza per i rimpatri – e del conseguente volo aereo per i Paesi d’origine. Nel mirino degli inquirenti, soprattutto dispositivi che potessero restituire comunicazioni, messaggi, scambi e quant’altro possa risultare utile all’inchiesta.
Sei medici indagati
L’inchiesta vede almeno sei medici indagati (sono cioè stati avvisati per la cosiddetta elezione di domicilio: nominare un loro avvocato). Le verifiche della squadra Mobile sono durate per l’intera giornata. Nel mirino degli investigatori soprattutto dispositivi che possano contenere comunicazioni varie, messaggi, scambi. Obbiettivo degli inquirenti è verificare se in diversi casi accaduti a Ravenna, i certificati fossero dolosamente incompleti o addirittura del tutto arbitrari nell’attestare l’inidoneità al rimpatrio.
Salvini: “Se vero, siano radiati e arrestati”
“Gravissimo. Se fosse confermato, sarebbe una vergogna da licenziamento, da radiazione e da arresto”. Lo ha scritto su X il vicepremier e ministro dei Trasporti, Matteo Salvini, commentando l’indagine in corso a Ravenna su presunte visite mediche anti-rimpatrio da parte di sei medici.
“Credo sia necessario attivare rapidamente un’ispezione all’interno del reparto di Malattie Infettive dell’Ospedale di Ravenna per capire cosa è successo. Perché se è vero che qualche medico abbia agito violando le norme etiche e professionali, al contrario della stragrande maggioranza dei nostri professionisti sanitari che continueranno a essere al centro della nostra azione politica, allora bisogna intervenire con la massima urgenza e avviare una riflessione su tutto il mercato. Compilare un certificato medico in maniera del tutto arbitraria, magari attestando il falso, è gravissimo. Lo è ancora di più quando con un atteggiamento del genere si arreca un danno enorme alla collettività, mettendo a rischio la salute e la sicurezza dei nostri cittadini”, dice la capogruppo in commissione sanità del Carroccio, Simona Loizzo.
Ovviamente per le persone indagate vale il principio della presunzione di innocenza.
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