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Meloni in divisa con il manganello, i muri di Torino imbrattati da Extinction Rebellion. FdI: disgustoso

Propaganda sul dolore

Meloni in divisa con il manganello, i muri di Torino imbrattati da Extinction Rebellion. FdI: disgustoso

Politica - di Eugenio Battisti - 13 Febbraio 2026 alle 20:26

Provocazione, cattivo gusto e incitamento all’odio. È il sottotitolo della nuova iniziativa degli attivisti di Extinction Rebellion a Torino. Obiettivo dell’ultrasinistra della città messa a ferro e fuoco da Askatasuna: accendere il fuoco contro il governo manganellatore e strumentalizzare tragedie come la frana di Musumeci. Ancora una volta nel mirino è la presidente del Consiglio Giorgia Meloni. Sui manifesti affissi per le vie del centro campeggia la premier vestita da poliziotto e con un manganello in mano. Sulle spalle si staglia Niscemi, “simbolo di devastazione”.

A Torino indegni manifesti con Meloni e il manganello

I “bravi ragazzi” di  Extinction Rebellion  rivendicano la difesa a oltranza della guerriglia degli incappucciati dei centri sociali. E accusano il governo di vandalismo. “In un Paese governato da ecovandali che accusano chi protesta di essere un nemico della Stato, difendere la Terra e le nostre libertà diventa estremamente necessario”. E giù insulti al governo colpevole di politiche “ecocide e repressive”. Nei manifesti viene oltraggiato anche il ministro Matteo Salvini, anche lui raffigurato con la divisa e un manganello in mano. Sullo sfondo si alternano scenari diversi: da Milano-Cortina, processata per i costi, a Miscemi, la cui colpa – va da sé – ricade sul governo Meloni.

FdI: semplicemente disgustoso e riprovevole

Un’altra “occasione buona buona per imbrattare le nostre città e attaccare Giorgia Meloni”. Così il vicecapogruppo Fratelli d’Italia in Regione Piemonte, Roberto Ravello. “Quello che più fa rabbrividire – afferma Ravello – è la strumentalizzazione della tragedia di Niscemi. È semplicemente disgustoso e riprovevole. Ridurre un dramma, che peraltro non ha certo nel cambiamento climatico la causa principale, a motivo di propaganda, è un’offesa per le comunità colpite e un insulto all’intelligenza civica”.

Ambrogio: operazione di propaganda costruita sul dolore

E ancora: “Chi pensa di affrontare questioni complesse come la crisi climatica e il rischio idrogeologico con due slogan, manifesti o flash mob dimostra un disperato vuoto di idee e di competenze. Ancora una volta – conclude Ravello – ogni occasione è buona per favorire il degrado urbano, trasformare spazi pubblici in palcoscenici di protesta fine a sé stessa e attaccare Giorgia Meloni”.

Non ha dubbi Paola Ambrogio, senatrice di FdI, che condanna l’ennesima operazione di propaganda “costruita sul dolore altrui”. “Usare la tragedia di Niscemi come clava ideologica – afferma Ambrogio – è un atto di sciacallaggio politico che offende le comunità colpite e svilisce il confronto pubblico”.

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di Eugenio Battisti - 13 Febbraio 2026