Chiamata alla responsabilità
Maratona per il sì a Roma: 50 magistrati ci mettono la faccia. Una lezione al “partito delle toghe” contrario alla riforma
Ci mettono la faccia. Cinquanta 50 magistrati per il sì al referendum, contrari ai diktat dell’Anm, si sono dati appuntamento a Roma a Palazzo Wedekind, nella centralissima piazza Colonna, per animare la maratona per il sì. L’iniziativa, promossa dal Comitato nazionale Sì Riforma, ha riunito toghe provenienti da tutta Italia in vista del referendum del 22 e 23 marzo. Ad aprire i lavori è stata l’avvocato Isabella Bertolini, componente del Csm e segretario generale del Comitato nazionale Sì Riforma. “Quella di oggi è molto più di un’iniziativa pubblica: è una chiamata alla responsabilità”, ha detto.
Maratona per il sì a Roma: 50 magistrati ci mettono la faccia
“La presenza di cinquanta magistrati dimostra con chiarezza che non esiste una magistratura monoliticamente schierata per il no. Molti servitori dello Stato hanno scelto di metterci la faccia per dire sì a una riforma che punta a restituire fiducia ai cittadini. E a valorizzare merito, capacità e trasparenza”. Il sì – ha aggiunto – “è un dovere civico e morale per ridare credibilità a un sistema giustizia sempre più sofferente, per rafforzare la terzietà del giudice e porre fine alla degenerazione correntizia”.
Zanon: questa riforma essenziale per liberare da correnti, clientele e consorterie
Il presidente del Comitato, Nicolò Zanon, portando il suo saluto alla platea, ha sottolineato il valore dell’appuntamento come momento di confronto pubblico tra magistratura e cittadini. .”Credo siate rappresentanza di tanti colleghi che voteranno sì silenziosamente”, ha aggiunto il presidente del Comitato Sì, che è stato vicepresidente della Corte costituzionale e laico al Csm. “Questa riforma è essenziale perché libererà dalle correnti, contro clientele e consorterie“.
Smentito il racconto della magistratura compatta per il no
A moderare l’incontro, il portavoce del Comitato, Alessandro Sallusti, che ha guidato la successione degli interventi in una serrata staffetta di testimonianze. “Questo evento smentisce le due grande fake news del fronte del no – ha detto il giornalista – che la riforma porterebbe i giudici sotto il controllo politico e sarebbe un’offesa alla Costituzione. Ora io escludo categoricamente che cinquanta magistrati vogliano finire sotto il potere di qualcuno o scalfire la Costituzione. “L’evento, concepito non come una semplice passerella ma come una sequenza di voci dirette dalla giurisdizione – scrivono i promotori in una nota – mette al centro il tema della credibilità della giustizia. E della necessità di rafforzarne autonomia, indipendenza e trasparenza. La partecipazione di cinquanta magistrati intende anche smentire la narrazione secondo cui la magistratura sarebbe compatta sul fronte del ‘no’.
Testimonianze di prima mano sulle sofferenze della giustizia
Nel corso della no stop i magistrati hanno portato testimonianze “di prima mano” su criticità e prospettive della giustizia italiana, in un dialogo aperto con l’opinione pubblica. L’iniziativa è proseguita per tutta la mattinata con interventi a ritmo serrato, confermando l’ambizione del comitato “di trasformare il referendum in un passaggio decisivo per il rinnovamento del sistema giudiziario italiano”.