L'ennesima figuraccia
L’opposizione bocciata dalla Ragioneria dello Stato: la legge sul congedo parentale non ha le coperture. Ma accusa il governo
I partiti di minoranza presentano una legge per allargare le tutele dei neogenitori lavoratori, ma senza coperture si rivela essere solo l'ennesimo libro dei sogni. A quel punto scatta il "facite ammuina" che svela il vero intento del testo: una facile propaganda «sulla pelle delle famiglie italiane»
La questione è semplice: le opposizioni hanno scritto una legge sul congedo parentale paritario che non ha coperture economiche. A dirlo, anzi a scriverlo, è stata la Ragioneria di Stato. «La relazione tecnica non può essere verificata positivamente», perché «la copertura risulta inidonea ai sensi della legge», si legge nel testo nella relazione firmato da Daria Perrotta, il magistrato contabile che guida l’organismo. La legge è stata quindi bocciata dalla Commissione Bilancio della Camera, un passaggio che l’opposizione ha cercato di rinviare chiedendo un aggiornamento dei lavori, ma che era ineludibile perché, ha spiegato la capogruppo di FdI in Commissione Lavoro, Marta Schifone, «non è una questione politica, è una questione di responsabilità verso la tenuta dei conti pubblici e verso le famiglie italiane».
L’opposizione fa «propaganda sulla pelle delle famiglie»
«Presentare proposte senza coperture adeguate non è tutelare le famiglie: è fare propaganda sulla loro pelle», ha aggiunto l’esponente di FdI, rivendicando la linea di serietà di maggioranza e governo. Atteggiamento non pervenuto dalle parti dell’opposizione, dove la bocciatura della Ragioneria dello Stato è stata derubricata a dato marginale, probabilmente insignificante, forse anche perché, di fatto, si connota come una bocciatura della capacità dell’opposizione di andare oltre il libro dei sogni.
Il congedo parentale della sinistra: l’ennesimo libro dei sogni
Il testo scritto dall’opposizione chiede di incrementare la misura del Congedo obbligatorio di maternità, innalzandolo dall’80% al 100% della retribuzione per le lavoratrici dipendenti, autonome e libere professioniste e l’assegno di maternità per lavori atipici e discontinui, a 2.500 euro in luogo dei 3 milioni di lire. Prevede inoltre un “Congedo paritario”, in luogo dell’attuale Congedo obbligatorio di paternità pari a 10 giorni fino a cinque mesi di vita del bambino: il padre lavoratore, nell’intervallo di tempo che intercorre tra il mese precedente la data presunta del parto e i diciotto mesi successivi, ha il diritto di astenersi dal lavoro per un periodo non superiore a cinque mesi. Il Congedo è fruibile dal padre indipendentemente dal diritto della madre di fruire del Congedo di maternità e non è alternativo a esso ed è riconosciuto al padre anche qualora la madre sia una lavoratrice autonoma avente diritto all’indennità. Il Congedo si applica anche al padre adottivo o affidatario ed è fruibile per un mese in caso di morte perinatale del figlio.
Pd, M5S e Avs non sanno indicare le coperture, ma se la prendono col governo
Tutte misure condivisibili, ma per forze politiche che si vogliono presentare come alternativa di governo la domanda “con quali soldi?” non è aggirabile. O, almeno, non dovrebbe esserla se l’obiettivo è migliorare le condizioni di vita degli italiani, se è solo «fare propaganda sulla loro pelle», come sottolineato da Schifone, allora la si può bellamente ignorare e accusare governo e maggioranza di ipocrisia rispetto al sostegno alla famiglia, come ha fatto Elly Schlein, che ha rilanciato l’immancabile, stucchevole domanda: «A che serve un premier donna se non aiuta le donne?». Oppure di «fare retorica», come sostenuto da Nicola Fratoianni. O di «nascondersi dietro a un rilievo tecnico della Ragioneria generale dello Stato», come fatto dal M5s. «Prendiamo l’impegno, quando vi batteremo alle elezioni Politiche, di portare questa norma a tutte le famiglie che ne hanno bisogno», ha detto ancora Schlein, confermando di fatto che la proposta ha, in fondo, un obiettivo meramente propagandistico.
FdI: «Solo la sinistra italiana può avere questa faccia tosta»
«Solo la sinistra italiana può avere la faccia tosta di accusare Giorgia Meloni, questo governo e il centrodestra di essere contro le donne e contro la famiglia», hanno commentato i capigruppo di FdI alla Camera e al Senato, Galeazzo Bignami e Lucio Malan. «Siamo contenti che anche la sinistra abbia scoperto oggi queste priorità, che per decenni al governo della Nazione hanno totalmente dimenticato; ma sarebbe intellettualmente onesto spiegare ai cittadini che la proposta che hanno presentato in Parlamento sui congedi paritari era del tutto priva di coperture e totalmente insostenibile dal punto di vista economico».
Il promemoria alla sinistra su «misure e strumenti concreti, con coperture vere» realizzati dal governo
È stata poi ancora Marta Schifone a ricordare che «dal primo giorno di questo governo, le risorse destinate ai congedi parentali sono aumentate di circa un miliardo di euro». «Precisamente- ha chiarito – la spesa è passata da 1,393 miliardi del 2021 a 2,334 miliardi. Oggi il congedo parentale garantisce tre mesi retribuiti all’80%, finanziati in modo strutturale. E con l’ultima legge di bilancio, sempre in modo strutturale, è stata aumentata l’età dei figli per poter fruire sia dei congedi parentali che dei congedi per malattia dei figli, e questi ultimi sono stati raddoppiati da 5 a 10 giorni l’anno». Dunque, «non promesse: misure e strumenti concreti, con coperture vere», così come le altre misure della complessiva «azione di governo straordinaria a favore delle famiglie: l’assegno unico universale, il sostegno per asili nido e campi estivi, la decontribuzione per le madri lavoratrici, il “Bonus Mamma” e “Nuovi Nati”, la Carta “Dedicata a Te”, la riforma dell’Isee». «Strumenti che cambiano davvero la vita delle famiglie, non slogan», ha concluso la deputata di FdI.