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Lione chiama Roma, il video che smaschera Arnault: il 7 gennaio era in piazza per impedire il ricordo di Acca Larenzia (video)

L'internazionale rossa

Lione chiama Roma, il video che smaschera Arnault: il 7 gennaio era in piazza per impedire il ricordo di Acca Larenzia (video)

I Video del Secolo - di Federica Argento - 17 Febbraio 2026 alle 18:23

E’ la prova che Raphaël Arnault era a Roma il 7 gennaio scorso, incitando odio insieme agli antagonisti contro la commemorazione dei giovani uccisi ad Acca Larenzia. Lione chiama Roma. Si tratta di un video che Fabio Rampelli, vicepresidente della Camera, ha trovato nell’intenzione di sostanziare l’interrogazione già depositata l’altra sera con cui ha denunciato una rete internazionale del movimento antifascista violento, che avrebbe avuto a Roma un mese e mezzo fa un punto di saldatura col mondo antagonista. La tragica uccisione di Quentin per mano di estremisti di sinistra ha messo in luce una rete internazionale del movimento antifascista violento. E dopo una ricerca sui social la determinazione di Rampelli ha trovato su Instagram le immagini che attestano la presenza il 7 gennaio scorso a Roma al quartiere Alberone del deputato Raphaël Arnault, fondatore di Jeune Garde, il  movimento violento accusato di avere ucciso il giovane Quentin. 

Arnault era a Roma il 6 gennaio scorso: la prova

Nel video Arnault incita contro i manifestanti criminalizzando coloro che hanno partecipato al corteo di commemorazione per i giovani missini uccisi nel 1978 ad Acca Larentia. “E non si esclude che in quell’occasione fosse accompagnato dal Favrot”, l’assistente di Arnault, indicato dalle ragazze del Collettivo Nemesis fra gli autori dell’aggressione e – secondo quanto emerso – riconosciuto da un testimone, ed interdetto dal Parlamento francese. Quel 7 gennaio  quattro attivisti di Gioventù Nazionale sono stati assaliti da 20 giovani appartenenti a uno dei centri sociali attivi nelle vicinanze di Acca Larenzia, collegato a una rete di centri sociali presenti in vari quartieri. Il legame tra la rete di Arnault e l’aggressione del 6 gennaio non è più ora un semplice sospetto.

Il video e l’interrogazione di Fabio Rampelli

Il quadro è ampio e inquietante, aggiunge Rampelli nell’interrogazione. Lo scorso 21 gennaio è stato, infatti, promosso un «Appello internazionale per il rafforzamento dell’azione antifascista e antimperialista» “che esortava a «condividere analisi, rafforzare i legami e decidere azioni concrete» non meglio identificate per arginare la «minaccia delle forze di estrema destra». E tra i firmatari dell’appello risultano Cem Yoldas, il portavoce della disciolta Giovane Guardia Antifascista; Eliana Como, membro dell’Assemblea Nazionale del sindacato CGIL, Domenico (Mimmo) Lucano, europarlamentare di Avs e la sua collega Ilaria Salis”. Di qui si fa pressante e urgente la richiesta al ministro Piantedosi “se è a conoscenza delle circostanze anzidette e quali iniziative intenda intraprendere per verificare eventuali ingerenze di gruppi antifa stranieri nelle violenze del 6 gennaio; e, più in generale, l’esistenza di una rete internazionale di antifascisti militanti attiva anche in Italia con lo scopo di alimentare episodi di violenza politica”.

 

 

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di Federica Argento - 17 Febbraio 2026