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“La nazionale femminile era il suo harem”: la procura di Roma indaga sul ct azzurro del cricket

Scandalo federale

“La nazionale femminile era il suo harem”: la procura di Roma indaga sul ct azzurro del cricket

Cronaca - di Luisa Perri - 23 Febbraio 2026 alle 16:32

Piombano accuse pesantissime sul mondo del cricket azzurro. Prabath Ekneligoda, allenatore della nazionale italiana femminile, è accusato di violenza sessuale nei confronti di un’atleta. Sul caso, la Procura di Roma ha aperto un’inchiesta. Ekneligoda, 57 anni, originario dello Sri Lanka e figura chiave del movimento, è fondatore dell’Asd Roma Cricket Club e referente per la Nazionale femminile.

Le indagini sono scattate lo scorso febbraio dopo la denuncia di un’atleta. Secondo l’accusa «durante un allenamento in qualità di allenatore della nazionale femminile italiana di cricket si offriva di fare un massaggio al ginocchio della persona offesa che si era poc’anzi infortunata, conducendo la stessa verso un container usato come spogliatoio», si legge nel capo di imputazione.

Emergono inoltre racconti di abusi su minori e minacce pesantissime: alcune ragazze sarebbero state ricattate con la minaccia di rivelare il proprio orientamento sessuale alle famiglie d’origine, mentre altre sarebbero state intimidite con frasi del tipo «In Italia ti rovino».

Il conflitto di interessi e il muro del silenzio

L’influenza di Ekneligoda non si sarebbe limitata al campo di gioco. L’uomo è titolare di ditte di pulizie che impiegano diversi collaboratori operanti anche nel mondo del cricket. Questo doppio legame lavorativo avrebbe creato un clima di omertà alimentato non solo dal timore di perdere il posto in squadra, ma anche dal rischio di restare senza stipendio.

A rendere la situazione ancora più opaca è il coinvolgimento di Maria Lorena Haz Paz, compagna dell’indagato e, fino a pochissimi giorni fa, presidente della Federazione Cricket Italiana (Fcri). Secondo le accuse, sarebbe stata proprio lei ad allontanare le atlete “scomode” e a non prendere mai le distanze dal partner, accompagnandolo persino ai mondiali in India nonostante la sospensione cautelare pendente su di lui.

Un’inchiesta che coinvolge i vertici del cricket italiano

Il terremoto giudiziario ha provocato un inevitabile effetto domino politico. Nelle ultime ore, le dimissioni di massa dei consiglieri federali hanno fatto perdere la maggioranza alla presidente Haz Paz, decretando la decadenza dell’intero consiglio. Ora il CONI dovrà intervenire d’urgenza nominando un commissario per traghettare la Federazione fuori dalla tempesta.

Anche l’ex presidente Fabio Marabini è stato ascoltato, riferendo di «voci insistenti» su questi comportamenti dell’allenatore. Voci a lui riportate da un designatore arbitrale che, pur confermandole («dicevano che la squadra femminile era il suo harem») non ha saputo argomentarle. Appresa la notizia, Marabini ha negato di aver avuto un ruolo nella denuncia e valuta azioni legali.

Una vicenda che vede la nazionale spaccata, con alcune giocatrici azzurre che si sono schierate con Ekneligoda: «È stato un grande coach per noi» dice la capitana Emilia Bartram. «Qualcuno vuole distruggere ciò che di buono abbiamo fatto per ragioni personali».

Mentre Ekneligoda respinge ogni accusa, parlando di “denuncia a orologeria” legata a faide interne per il controllo della Federazione, le indagini si sono chiuse a novembre e la giustizia ordinaria si prepara a fare il suo corso.

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