Post inquietanti sui social
La “moderata” Salis ha incontrato il comitato “Genova antifascista” che insulta le foibe e inneggia al terrorismo rosso
Il sindaco di centrosinistra Silvia Salis, nei giorni scorsi, ha incontrato i rappresentanti di “Genova antifascista”. Non si tratta esattamente di un’organizzazione pacifica visto ciò che pubblica su Facebook. Il 2 dicembre 2025, l’associazione aveva fatto un post in cui giustificava e appoggiava l’assalto a La Stampa da parte degli antagonisti con una grafica: «Rivendichiamo la legittimità dell’azione condotta dai compagni torinesi», per poi definire il giornale come «reazionario». Tra i loro obiettivi preferiti, però, ci sono i martiri delle foibe. E infatti sono parecchie le foto in cui gli antifascisti genovesi si dilettano a pubblicare macabre immagini della targa dedicata a Norma Cossetto al contrario, spesso con minacce velate come: «Cari Fratelli d’Italia, vi aspettiamo alla rievocazione fake, pronti a portare avanti le tradizioni del nostro quartiere operaio! I cattivi maestri sono i nostri preferiti. No Foibe, no party».
Insomma, siamo davanti a post che inneggiano alla negazione di una tragedia riconosciuta e alla derisione di chi è morto da italiano per difendere i propri diritti. In uno dei loro striscioni se la prendono anche con il presidente della Repubblica: «Mattarella che c*zo hai firmato?! No dl Sicurezza”. In un altro post, invece, ricordano la terrorista delle Brigate Rosse Margherita Cagol, nota con lo pseudonimo di Mara: «Con onore e rabbia!». La donna è stata anche moglie di Renato Curcio, fondatore del nucleo terroristico comunista.
Il sindaco Salis ha incontrato i rappresentanti di “Genova antifascista”
Il 1 giugno 2025 hanno pubblicato le immagini di alcuni manifesti della Lega girati al contrario e che riportavano la sigla “Bucci sindaco”. Assieme a questo sfregio, anche alcuni cartelli imbrattati con le scritte verdi “m*de” e “siete quattro scemi”. Insomma, non proprio lungimiranti, visto che la Lega fa parte della coalizione di governo. In alto, nella descrizione si legge: «Ieri sera al Cap un folto gruppo di antifascisti e antifasciste ha impedito a una decina di leghisti, protetti da Digos e celere, di svolgere il proprio comizio elettorale».
Ma la scia di odio rosso della pagina continua, in un post del 30 aprile 2022, in cui viene mostrata la targa dedicata al sindacalista missino Ugo Venturini completamente imbrattata di nero. Il militante di destra è morto il 18 aprile 1970, dopo aver subito le lesioni di una bottiglia di vetro piena di sabbia lanciata da un corteo di militanti dell’estrema sinistra. «Probabilmente tra qualche giorno nella nostra città sfileranno di nuovo le m*de nere per ricordare la morte di Ugo Venturini, picchiatore missino». Ovviamente, per giustificare il fatto che per loro «resta solo un fascio. Morto», cercano di farlo sembrare anche una persona violenta e nostalgica. In poche parole, ricorrono alla distorsione della storia per cercare legittimità nell’aggressione verbale.
L’odio contro FdI Salvini appeso a testa in giù come a piazzale Loreto
In un post del 26 agosto 2021, Genova antifascista ha pubblicato una foto della sede locale di Fratelli d’Italia, con l’hashtag “chiudere i covi fascisti”. Vicino alla sede era stato applicato uno sticker con una stella rossa e nera.
Il 16 settembre 2020, la pagina di Genova antifascista ha pubblicato un evento intitolato “Fuori il razzismo dai nostri quartieri”, ma non si trattava di un evento di solidarietà e convivenza civile. E infatti nell’immagine si vedeva Matteo Salvini, leader della Lega e attuale ministro delle Infrastrutture, appeso a testa in giù su un lampione. Sotto di lui, che nel disegno aveva la pancia scoperta, alcune lance tendono a trafiggerlo. Tra la folla radunata sotto il capo del Carroccio c’erano anche falci e accette. Insomma, sembra che con la scusa del razzismo, gli antifascisti legittimino la violenza. La manifestazione era stata convocata dopo che il leader del Carroccio aveva organizzato un evento nel capoluogo ligure. Sotto si nota anche la scritta in tedesco “Il bungee jumping all’italiana”.