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La maledizione dei Carradine colpisce ancora: morto suicida Robert, fratello di Keith e fratellastro del compianto David

Choc a Hollywood

La maledizione dei Carradine colpisce ancora: suicida Robert, papà tv di Hilary Duff, e il filo rosso con la strana morte del fratello David

Quel destino "oscuro" che perseguita la dinastia dei "Cavalieri dalle lunghe ombre": : l'ultimo atto di una famiglia d'arte segnata dal dolore

Cronaca - di Lara Ratsellino - 24 Febbraio 2026 alle 15:42

Hollywood perde un altro pezzo della sua storia, e lo fa nel modo più drammatico, confermando quel cupo e invisibile filo rosso che sembra legare i membri di una delle sue dinastie più celebri. Robert Carradine, il volto rassicurante del papà di Lizzie McGuire e l’indimenticabile leader dei “nerds” cinematografici, è morto a 71 anni. Non è stata la vecchiaia a portarselo via, ma quel nemico interiore, il disturbo bipolare, contro cui lottava da vent’anni. Si è tolto la vita, lasciando i fan e la famiglia nel dolore, ma riaprendo prepotentemente il fascicolo su quella che molti, nell’ambiente del cinema, chiamano ormai da tempo “la maledizione dei Carradine”.

L’addio a Robert Carradine “Bobby”:  il volto pulito dell’America

L’annuncio della famiglia, affidato a Deadline, è un tributo straziante a un uomo che, nonostante il buio della malattia mentale, è stato «un faro di luce per chi lo circondava». Robert non era solo il protagonista de La rivincita dei nerds o il giovane attore che recitava accanto a John Wayne ne I cowboys (1972). Per un’intera generazione di giovanissimi, era soprattutto Sam McGuire, il padre saggio e un po’ goffo di Hilary Duff nella serie Lizzie McGuire, andata in onda nei primi anni 2000 su Disney Channel.

Era stato il papà di Lizzie McGuire nella serie

Proprio la Duff lo ha ricordato con parole cariche di commozione: «Mi sono sempre sentita protetta dai miei genitori televisivi. Sapere che Bobby stava soffrendo così tanto fa male». Ma anche Jake Thomas, suo figlio nella fiction, ha a sua volta tratteggiato il ritratto di un uomo «eccentrico, a volte brontolone, ma infinitamente umano». Un’umanità però, quella di Robert Carradine, che si è spezzata sotto il peso di una patologia che lo stesso attore cercava di combattere con dignità, nel tentativo di abbattere lo stigma sulla salute mentale.

Una dinastia segnata da un tragico destino

Sì, perché il cognome Carradine evoca immediatamente l’epoca d’oro di Hollywood e del western d’autore, e un neo nelle esistenze dei suoi protagonisti sullo schermo. Figlio del leggendario capostipite John, Robert era parte di una fratellanza di talenti che comprende Keith (vincitore di un Oscar e di un Golden Globe) e il fratellastro David. E proprio il legame con quest’ultimo rende la morte di Robert ancora più sinistra…

Era il giugno del 2009 quando il mondo rimase scioccato dal ritrovamento del corpo senza vita di David Carradine, l’eroe di Kung Fu e l’indimenticabile “cattivo” di Kill Bill di Tarantino. Trovato impiccato in una suite d’albergo a Bangkok, David divenne protagonista di un giallo internazionale: suicidio o gioco erotico finito in tragedia? Le autorità thailandesi parlarono di asfissia autoerotica. La famiglia invocò l’intervento dell’Fbi non credendo a nessuna delle versioni ufficiali. E intanto, quel sospetto di una «morte non onorevole», o di un gesto estremo, ha perseguitato il cognome Carradine per oltre un decennio.

Robert si è ucciso a 71 anni. Il tragico destino dopo David

Più esattamente: il 31 maggio 2009, l’attore David Carradine era atterrato a Bangkok per prendere parte alle riprese del film Stretch quando, quattro giorni dopo, il suo corpo senza vita venne trovato impiccato all’interno della suite del Park Nai Lert Hotel. In un primo momento amici e colleghi pensarono a un suicidio da parte dell’attore, a causa delle voci, diffuse in quel periodo, su un possibile cancro e una vecchiaia da lui non bene accettata. Personale dell’albergo e troupe riferirono infatti che aveva passato i giorni precedenti bevendo continuamente birra e in evidente stato euforico.

Le indagini della polizia di Bangkok riveleranno tuttavia che l’attore rimase vittima di un gioco di asfissia autoerotica, finito in tragedia. Carradine, infatti, venne trovato nudo e impiccato. Fu confermato (anche grazie alle telecamere a circuito chiuso) il fatto che nessuna persona esterna fosse intervenuta nella sua camera d’albergo. La famiglia Carradine, però, non credendo né all’ipotesi del suicidio. Né a quella del gioco autoerotico, chiese ufficialmente all’Fbi di intervenire nelle indagini a fianco delle autorità thailandesi.

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di Lara Ratsellino - 24 Febbraio 2026