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La censura di Formigli, il sondaggio in cui il “Sì” è in vantaggio scompare misteriosamente (video)

Colpa dei fantasmi?

La censura di Formigli, il sondaggio in cui il “Sì” è in vantaggio scompare misteriosamente (video)

Politica - di Gabriele Caramelli - 27 Febbraio 2026 alle 17:37

Un mistero statistico ha travolto gli studi di La7, proprio mentre si discuteva del referendum sulla giustizia. Dopo aver mostrato un sondaggio che dava il “No”, in vantaggio sul “Sì” alle urne a Piazza Pulita, Renato Manheimer stava per svelare un altro cartello in cui la volontà riformista degli intervistati superava quella dei contrari. Il sondaggista ha fatto appena in tempo a parlare: «Abbiamo trovato, nel prossimo cartello, un incremento dei sì…», ma Corrado Formigli l’ha subito interrotto: «L’hanno tolto questo, non si vede». E alla fine Manheimer ha provato a scusarsi: «Non dovevo». In trasmissione c’era anche il direttore editoriale del Secolo d’Italia Italo Bocchino, che ha sorriso bonariamente mentre il conduttore Corrado Formigli provava a giustificarsi. «Non lo so, non lo vedo…Vabbè se andassero tutti a votare ora vincerebbe il sì, se fossero obbligati ad andare». Poi ha concluso la trasmissione salutando gli ospiti, evidentemente impacciato.

Mistero a Piazza Pulita, scompare il sondaggio in cui il “Sì” è in vantaggio al referendum

Che strano, una trasmissione che si vanta di trattare tutti i temi, specialmente quelli che coinvolgono la destra, non riesce a mostrare il fantomatico cartello. Ma non è ancora chiaro come sia potuto succedere, almeno dare qualche delucidazione in più sul sondaggio-fantasma sarebbe stata un’operazione di trasparenza. Eppure non è andata così, con Manheimer che ha parlato troppo presto e Formigli che l’ha interrotto troppo tardi. Un siparietto televisivo che lascia basiti e attoniti. La domanda sui fatti, però, resta legittima: dove sono finiti i “” in vantaggio? Magari negli studi di La7 si aggira uno spettro burlone. Se fosse successo a Mediaset o in Rai, probabilmente, qualcuno avrebbe addirittura chiesto alla premier Meloni di riferire in Parlamento. 

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di Gabriele Caramelli - 27 Febbraio 2026