Farnesina al lavoro
In Iran meno di 500 italiani. Tajani: “Non abbiamo richieste di lasciare il Paese”
Per ora nessuna segnalazione, tuttavia l'ambasciata italiana del governo di Roma a Teheran è pronta a organizzare l'evacuazione in Azerbaigian
Con il passare delle ore e degli attacchi, il governo italiano pensa ai suoi concittadini che in Iran sono meno di 500. Si trovano principalmente nell’area di Teheran. Il Ministro degli Esteri, Antonio Tajani ha sottolineato che “Sono quasi tutti residenti in Iran”, precisando ai giornalisti che lo hanno interpellato alla Farnesina che “fino ad adesso non abbiamo avuto richieste di lasciare il Paese”, anche se la nostra ambasciata a Teheran è pronta a organizzare l’evacuazione in Azerbaigian degli italiani che volessero uscire dalla Repubblica islamica.
Tanti italiani via dall’Iran dallo scorso giugno
Molti italiani avevano già lasciato l’Iran durante la cosiddetta Guerra dei 12 giorni dello scorso giugno con Israele e gli Usa. In seguito alle tensioni e alla repressione delle proteste interne di gennaio, l’Ambasciata d’Italia a Teheran aveva ridotto significativamente il proprio personale, richiamando in Italia quello non essenziale. La cancelleria consolare è chiusa al pubblico fino a nuovo avviso, garantendo solo i servizi urgenti e non differibili, mentre tutte le prenotazioni per i visti sono state sospese.
Nessun italiano coinvolto in azione militare
A seguito della riunione il 14 gennaio scorso tra il ministro Tajani, l’ambasciatrice a Teheran Paola Amadei, gli ambasciatori dell’area e i vertici della Difesa e dell’intelligence, il Ministero degli Esteri aveva ribadito con forza l’invito agli italiani a lasciare il Paese con i primi voli disponibili. Invito rinnovato anche nelle ultime ore. E a confermare l’allerta c’è anche il portale ‘Viaggiare Sicuri’ conferma l’allerta: i viaggi in Iran sono sconsigliati a qualsiasi titolo. Chi decide di rimanere deve limitare al minimo gli spostamenti. “Non ci sono italiani coinvolti in nessuna azione militare”, “né civili né militari, però quello che noi diciamo ai nostri concittadini che vivono lì o che sono turisti di non muoversi, di non uscire di casa e di non abbandonare gli alberghi quando si tratta di turisti”, ha spiegato Tajani.
Israele-Iran: la ‘battaglia’ passa anche per le notizie stampa
Intanto le notizie che arrivano da un fronte e dall’altro sono molto diverse. In Israele l’emittente Canale 12 stima “con alta probabilità “ che nei raid aerei su Teheran sia stato eliminato Ali Shamkhani, segretario del Consiglio di difesa dell’Iran e consigliere politico della Guida Suprema dell’Iran, Ali Khamenei. e “l’uomo forte dietro il programma nucleare dei Pasdaran” e “tra le figure più estremiste del regime”. L’Iran smentisce. E da Theran fanno trapelare attraverso l’agenzia Fars rilanciata da al-Jazeera. che i loro leader “godono di perfetta salute”, compresi il presidente, Masoud Pezeshkian, il capo del Parlamento, Mohammad Bagher Ghalibaf, il segretario del Consiglio supremo di sicurezza nazionale, Ali Larijani.
Analista Abedi: a Teheran eravamo pronti agli attacchi
“Nonostante gli attacchi di Stati Uniti e Israele, non ci sono state sorprese a Teheran e in Iran: quasi tutti sapevano che ci fosse la possibilità di nuovi attacchi nel mezzo dei negoziati“. Così Afifeh Abedi, analista da Teheran, interpellato dall’agenzia di stampa Adnkronos, racconta il clima nella capitale iraniana dopo i raid delle ultime ore. Abedi spiega che “Per quanto mi risulta, alcuni edifici residenziali nel centro di Teheran sono stati colpiti, ma al momento non ci sono ancora dati ufficiali sul numero delle vittime. Sono uscita in strada fin dalle prime ore, perché gli uffici erano chiusi e molte persone stavano rientrando a casa, con un po’ di traffico nelle vie principali. Tuttavia, sui volti della gente non si leggeva panico. In realtà, la popolazione iraniana era preparata a una crisi di questo tipo”, prosegue.
Iran cerca di impedire rovesciamento leadership islamica
Secondo l’analista del Centro di studi strategici di Teheran, gli Stati Uniti ed Israele puntano a rovesciare la leadership della Repubblica islamica, ma “l’Iran sta cercando di impedire che questo obiettivo venga raggiunto e certamente è preparato a tutti gli scenari”. Abedi richiama poi quanto dichiarato in una recente intervista dal ministro degli Esteri dell’Oman, Badr al-Busaidi, secondo cui l’Iran ha mostrato una grande flessibilità nei recenti negoziati che Muscat stava mediando. “Ma perché allora l’America ha comunque scelto la guerra?”, si chiede E per concludere cita “fonti israeliane”, secondo le quali, durante la visita negli Usa di Benjamin Netanyahu dopo il primo round dei colloqui in Oman, Donald Trump avrebbe deciso di avviare l’opzione militare. “Tutte le prove indicano che è stata una decisione di Israele spingere gli Stati Uniti ad attaccare l’Iran”.