Dati del 31° rapporto ISMU
Immigrazione: meno sbarchi nel 2025 grazie al lavoro di intercettazione in mare
Sul tema degli arrivi via mare dopo forte inversione di tendenza dello scorso anno, nel 2025 c'è una ulteriore diminuzione. Contrazione connessa all’intensificazione delle attività di intercettazione. Giù anche il passaggio via terra
Ancora in diminuzione nel 2025 gli arrivi di immigrati irregolari in Italia, dopo la netta inversione di tenenza registrata nel 2024 rispetto al passato. Secondo quanto emerge dai dati del 31mo Rapporto sulle Migrazioni di Fondazione Ismu ETS, nell’ultimo anno sono stati 66 mila, ovvero lo 0,5% in meno e la contrazione degli sbarchi osservata nell’ultimo biennio è strettamente connessa all’intensificazione delle attività di intercettazione in mare, che tra il 1° gennaio 2023 e il 31 luglio 2025 hanno riguardato complessivamente circa 236mila persone.
Fermi soprattutto a largo delle coste tunisine
Il 78% delle intercettazioni è avvenuto al largo delle coste tunisine. Di conseguenza, nel biennio 2024-2025 la Libia è tornata a essere il principale Paese di partenza: l’88% degli arrivi via mare nei primi otto mesi del 2025 è partito da qui. I mutati equilibri relativamente al paese di partenza hanno effetti diretti sulla composizione dei flussi in arrivo: nei primi dieci mesi del 2025 dalla Libia sono partiti prevalentemente cittadini di Bangladesh (35,0%), Eritrea (15,4%) ed Egitto (14,7%), mentre dalla Tunisia sono partiti guineiani (28,9%) e ivoriani (9,3%) oltre agli stessi tunisini che rappresentano il gruppo più numeroso (32,1%). In crescita la quota di arrivi dal Sudan, in relazione al protrarsi e all’intensificarsi del conflitto nel Paese.
Rotta del Mediterraneo centrale dall’elevata pericolosità
E la rotta del Mediterraneo centrale continua a essere caratterizzata da un’elevata pericolosità: se il 2023, infatti, è stato un anno particolarmente tragico (almeno 2.526 morti), nel 2024 la mortalità in mare è stata più elevata in rapporto al numero di arrivi (1.810 morti e dispersi, 27 decessi ogni 100) e il dato del 2025 si mantiene su livelli inferiori al 2024 (almeno 1.342 morti e dispersi).