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Truffa da Superbonus, una scia senza fine da Novara a Messina

Ennesimo raggiro choc

Il Superbonus di Conte bancomat di furbetti e sciacalli: le ultime truffe (e sequestri milionari) a Novara e Messina

Auto di lusso e mutui pagati con i soldi del 110%: razzia di denaro da nord a sud. E la voragine creata dai grillini non ha fine

Cronaca - di Lorenza Mariani - 26 Febbraio 2026 alle 11:26

Le ultime notizie che arrivano dai comandi della Guardia di Finanza di Novara e Messina sono la fotografia nitida di un sistema che ha fatto dell’illegalità la sua norma operativa. A Novara, i finanzieri hanno scoperto un meccanismo perverso: cittadini e condomini raggirati da una società che incassava acconti per lavori mai iniziati, drenando profitti attraverso un reticolo di fatture false e autoriciclaggio per pagarsi mutui e auto di lusso. Quasi due milioni di euro spariti nel nulla.

Superbonus, truffe e maxi frodi da Novara a Messina

Non meno grave lo scenario a Messina, dove un “sodalizio criminale” composto da ingegneri, architetti e commercialisti compiacenti ha generato crediti d’imposta per 1,8 milioni di euro attestando il falso. Lavori inesistenti o parziali, asseverazioni tarocche e lo strumento dello sconto in fattura usato come grimaldello per truffare lo Stato. Qui, il sogno della “riqualificazione energetica” si è infranto contro la dura realtà di un sequestro preventivo che colpisce chi pensava di arricchirsi alle spalle della collettività.

Sequestri di beni e misure cautelari da nord a sud

Insomma, non c’è giorno in cui le Fiamme Gialle non debbano intervenire per arginare l’emorragia di denaro pubblico causata da uno dei più grandi abbagli della storia repubblicana: il Superbonus 110%. Quello che Giuseppe Conte e i corifei del Movimento 5 Stelle spacciavano come un “motore di crescita gratuita”, e che si conferma – e da Procure e commissariati carta canta – un bancomat a cielo aperto per associazioni a delinquere e professionisti senza scrupoli. e alla fine di questa ennesima fiera della truffa, la “misura bandiera” dei grillini non ha solo drogato il mercato dell’edilizia. Ha creato un’autostrada per criminali e colletti bianchi infedeli. Pertanto, davanti a questi sequestri milionari, il silenzio di Conte e compagni continua a essere assordante.

Eppure, mentre i pentastellati si arroccano nella difesa d’ufficio di una misura che ha sfasciato i conti dello Stato, la realtà dei fatti presenta il conto sotto forma di sequestri milionari da Nord a Sud. Ma vediamo i due casi nel dettaglio che l’Adnkronos rilancia con dettagli investigativi e esiti giudiziari.

Novara confisca da 2 mln per una truffa da Superbonus e 7 misure cautelari

Dunque, Gdf in azione e sciacalli e furbetti del Superbonus smascherati. Le Fiamme gialle di Novara hanno dato seguito al sequestro di due milioni circa di beni e a 7 misure cautelari interdittive nell’ambito di un’indagine su una presunta truffa legata al 110% scattata a seguito di una settantina tra denunce e querele presentate da privati cittadini e condomini che si erano affidati ad una società per l’esecuzione di lavori interessati dalla misura.

In particolare, secondo quando emerso dagli accertamenti degli investigatori, i denuncianti avrebbero sottoscritto un contratto di Facility Management con l’impegno di versare, di norma in due tranche, una somma di danaro pari al 10% dell’importo dei lavori richiesti. Lavori, more solito, che non sarebbero mai stati effettuati dalla società incaricata.

Le indagini di polizia economico finanziaria coordinate dalla Procura alla sede, ed eseguite dai finanzieri di Novara, avrebbero dunque consentito di evidenziare un’associazione che si sarebbe avvalsa di un articolato sistema di società, tra le quali quella affidataria dei lavori richiesti dai privati committenti e condomini, per la commissione di una pluralità di truffe per monetizzare i crediti d’imposta derivanti dal Superbonus 110%.

Gli accertamenti avrebbero permesso, inoltre, di rilevare, che alcune società interessate dalle indagini, avrebbero drenato i profitti delle truffe emettendo fatture false e favorendo l’evasione dell’Iva e delle Imposte sui Redditi da parte delle tre principali società del gruppo. Gli ulteriori sviluppi investigativi avrebbero, infine, consentito anche di ricostruire attività di autoriciclaggio attraverso il reimpiego dei profitti illeciti per il pagamento di mutui, assicurazioni e acquisto autovetture.

A Messina maxi frode sul bonus edilizio: 5 denunce e sequestro di beni per 1,8 milioni

E come si diceva, fatta la legge, trovato l’inganno, un po’ a macchia di leopardo su e giù per il Bel Paese. Allora, i Finanzieri del Comando Provinciale di Messina hanno concluso un’attività d’indagine nei confronti di un sodalizio criminale operante nel comprensorio Pattese, beneficiario di crediti di imposta non spettanti connessi al “Superbonus 110%” ammontanti a circa 1,8 milioni di euro. “Proventi” scaturiti da irregolari interventi di riqualificazione edilizia eseguiti su un complesso condominiale con l’asserito intento di migliorare la staticità dell’edificio e le sue prestazioni energetiche.

Le Fiamme Gialle della Tenenza di Patti, coordinate e dirette dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Patti hanno denunciato cinque persone fisiche ed una persona giuridica, responsabili dei reati di indebita percezione di erogazioni pubbliche ed auto-riciclaggio. Di qui l’odierno provvedimento del sequestro preventivo delle disponibilità liquide e, per equivalente, dei beni mobili ed immobili per un valore di oltre 1,8 milioni di euro, corrispondente al profitto delle fattispecie delittuose contestate.

I crediti di imposta non spettanti, riferiti agli incentivi del “Sismabonus” ed “Ecobonus”, sono stati generati grazie alla complicità dei professionisti intervenuti (due ingegneri, un architetto ed un dottore commercialista), che hanno falsamente attestato la regolare esecuzione dei lavori edili, in realtà mai avvenuti o avvenuti solo in parte.

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di Lorenza Mariani - 26 Febbraio 2026