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I ministri Tajani e Lollobrigida; nel riquadro, Maurizio Martina, ex ministro Pd, candidato dal governo alla guida della Fao

Altro che "amichettismo"

Il governo candida l’ex ministro Martina alla guida della Fao. E la sinistra scopre che “fa anche cose buone”

L'ex segretario e ministro Pd è attualmente vicesegretario dell'agenzia, il primo italiano a ricoprire quel ruolo. Lollobrigida: «Nessuna preclusione quando c'è da sostenere l'Italia: il nostro governo premia l'impegno nelle istituzioni»

Politica - di Federica Parbuoni - 23 Febbraio 2026 alle 16:55

Il governo italiano ha candidato Maurizio Martina alla guida della Fao e ha chiesto all’Unione europea di sostenerlo come proprio candidato. Ad annunciarlo è stato il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, a margine del Consiglio Ue a Bruxelles. Martina è attualmente vicedirettore generale dell’agenzia, il primo italiano a ricoprire quel ruolo. Prima è stato parlamentare e segretario Pd e ministro dell’Agricoltura nei governi Gentiloni e Renzi.

Dal punto di vista istituzionale la candidatura di Martina a direttore generale dell’agenzia Onu non sorprende: si inserisce nella visione di interesse nazionale come bene prioritario sempre perseguita dal governo. Dal punto di vista politico, però, ha un risvolto ironico: quella stessa sinistra che ha sempre accusato il governo di “familismo”, “amichettismo”, propensione a premiare la vicinanza piuttosto che il merito ora, dal Pd a Italia Viva, è costretta a smentire se stessa, sperticandosi in lodi per la candidatura. E, insomma, considerando anche la ricorrente accusa di fascismo rivolta all’esecutivo, sembra proprio che dalle parti dell’opposizione abbiano scoperto che il governo “fa anche cose buone”.

La scelta del governo di candidare Martina alla guida dell’Onu

Il ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida, al fianco di Tajani nel sostenere la candidatura di Martina, ha sottolineato che anche se il vicedirettore della Fao ha «una storia politica differente dalla nostra, abbiamo ritenuto che l’Italia meritasse di avere quel ruolo e che possa meritare ancor di più, di avere un ruolo di guida di un’organizzazione internazionale di livello che ha la sede a Roma». Di più, Lollobrigida ha sottolineato che «il collega, essendo stato ministro dell’Agricoltura anche lui prima di me, potrà rappresentare al meglio l’interesse generale di un’organizzazione che deve affrontare temi legati alla sicurezza alimentare, con particolare riferimento all’agricoltura».

L’Italia chiede all’Ue un sostegno unitario

«Ci saranno probabilmente altre candidature europee, ma noi chiederemo una posizione unitaria dell’Europa rispetto ad altre posizioni, altrettanto autorevoli, di altri esponenti a livello mondiale», ha proseguito Lollobrigida, sottolineando che «crediamo che Maurizio Martina abbia ben rappresentato l’Italia» e ricordando che, anche prima di questa candidatura, «lo abbiamo sostenuto come vicedirettore della Fao in questi anni».

Lollobrigida: «Nessuna preclusione quando c’è da sostenere l’Italia»

La proposta del nome di Martina a direttore generale della Fao è un’ulteriore «dimostrazione che il nostro governo premia l’impegno all’interno delle istituzioni, che non abbiamo preclusioni rispetto all’appartenenza partitica quando c’è necessità di sostenere l’Italia», ha concluso Lollobrigida.

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di Federica Parbuoni - 23 Febbraio 2026