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Il comunista dei Carc sbeffeggia l’agente preso a martellate: “Rambo che gli ha detto male”. Le parole agghiaccianti (video)

Odio ideologico

Il comunista dei Carc sbeffeggia l’agente preso a martellate: “Rambo che gli ha detto male”. Le parole agghiaccianti (video)

L'intervista realizzata dalla troupe di "Fuori dal Coro" è la prova della carica eversiva del movimento: "Bisogna organizzarsi per prendere noi in mano questo paese, con ogni mezzo necessario e possibile. Bisogna rendere questo paese ingovernabile". Il post intimidatorio contro Kelany e Filini. FdI: odio ideologico

I Video del Secolo - di Alberto Consoli - 16 Febbraio 2026 alle 16:56

Guerra allo Stato. L’intervista realizzata dalla troupe di “Fuori dal Coro” al leader dei comunisti dei Carc è sconvolgente, inquietante, inaccettabile. L’odio contro lo Stato è esplicito, sbandierato come “progetto” politico, senza alcun ritegno. Andrea De Marchi, della direzione nazionale del Partito dei Comitati di Appoggio alla Resistenza per il Comunismo spiega sfacciatamente il programma eversivo.

Carc, l’odio contro lo Stato sbandierato come “progetto”

“Bisogna organizzarsi per prendere noi in mano questo paese, con ogni mezzo necessario e possibile. Bisogna rendere questo paese ingovernabile”: parole pronunciate all’inviata della trasmissione Mediaset. Ancora sono impresse nella mente le immagini choc di Torino con il corteo per Askatasuna e l’inviata domanda se Marchi non prenda le distanze dopo gli scempi contro le forze dell’ordine. Per tutta risposta Marchi alza il tiro: “Torino è un punto di partenza per una nuova lotta, per nuovi obiettivi più avanzati”. Dunque nessuna condanna, nessuna presa di distanza, tutt’altro: “Noi riconosciamo legittime tutte le forme e i modi che il movimento operaio e popolare del nostro paese si dà per protestare”. L’inviata non si dà per vinta: é giusto picchiare un poliziotto preso a martellate?, chiede. La risposta è vergognosa, se la ride il comunista che incita alla violenza. “Questo è veramente simpatico. Quel che è accaduto in quella situazione è che a un Rambo gli ha detto male“, è la risposta agghiacciante e beffarda dell’attivista comunista.

Kelany e Filini minacciati dai Carc

Parole e azioni. La situazione E’ accaduto infatti che sabato mattina il partito dei Carc abbia esposto davanti alla sede di Fratelli d’Italia a Modena uno striscione con su scritto: “Cacciare il governo della repressione e della guerra e costituire, appunto, un Governo partigiano della Palestina e della Costituzione del 1948”. Ad annunciare il gesto sui social sono stati gli stessi autori, che hanno chiamato in causa due esponenti di FdI: “Abbiamo sporto una querela ai danni dei parlamentari di Fratelli d’Italia Sara Kelany e Francesco Filini a seguito di un’interrogazione parlamentare, da loro e altri presentata; che additava le parole d’ordine del nostro Partito (‘per un Governo partigiano della Palestina e della Costituzione del 1948’) come prova preoccupante della ‘convergenza tra terrorismo comunista e terrorismo islamico’”.

Tutta FdI a Fianco di Kelany e e Filini

Da FdI risponde il senatore Michele Barcaiuolo puntando il dito contro “un concentrato di odio ideologico, intimidazione politica e delegittimazione delle istituzioni democratiche”. “Questo linguaggio non è politica e non è dissenso: è propaganda ideologica violenta, completamente scollegata dalla realtà; che richiama esplicitamente logiche di sovversione e di conflitto che l’Italia ha già conosciuto. E che hanno prodotto lutti e tragedie – prosegue -. Utilizzare la tragedia del popolo palestinese come pretesto per legittimare l’odio verso lo Stato italiano, per intimidire sedi di partito e criminalizzare aziende o rappresentanti eletti è surreale e profondamente pericoloso”. “Il tentativo di trasformare un’interrogazione parlamentare in un pretesto per attacchi personali e delegittimazioni politiche è un metodo che richiama logiche di contrapposizione violenta che l’Italia ha già  tristemente conosciuto”, aggiunge Federico Mollicone. “Siamo certi  che il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, insieme a tutta la struttura preposta, saprà garantire con la consueta competenza la sicurezza e l’efficace prevenzione del caso, monitorando con estrema attenzione l’evolversi della situazione a tutela dell’incolumità dei nostri rappresentanti e delle sedi di partito”.

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di Alberto Consoli - 16 Febbraio 2026