Dopo i fatti di Torino
Il campo largo diventa campo minato anche sulla sicurezza: centrosinistra a pezzi
Avs, Cinquestelle e Cgil strizzano l'occhio ai centri sociali. Non esiste di fatto un'alternativa di governo in Italia
Politica - di Renato Sandri - 3 Febbraio 2026 alle 14:37
Dopo i fatti di Torino con la manifestazione di Askatasuna e gli incidenti che hanno portato al ferimento di diversi poliziotti, anche sulla sicurezza il campo largo dimostra di essere un “campo minato”. Le posizioni dei diversi partiti del centrosinistra sono tutte diverse l’una dall’altra. A dimostrazione che la coalizione non è mai diventata alleanza organica.
C’è chi condanna e chi retrocede
Chi ha espresso intransigenza e condanna su quanto accaduto sono Italia Viva e Azione, ma Carlo Calenda sembra sempre più lontano dal campo largo. Matteo Renzi ha nettamente preso le distanze dagli episodi di violenza, confermando di essere lontano mille miglia dalla cultura dei centri sociali. La stessa cosa ha fatto, almeno in parte, il Partito Democratico, retrocedendo alla fine probabilmente per paura di staccarsi da Avs, Cinquestelle e dai sindacati.
Avs, Cinquestelle e Cgil lontani dalla linea della fermezza
Alleanza Verdi e Sinistra, Cinquestelle e la Cgil, invece, pur condannando gli episodi di violenza, non sono usciti dalle ambiguità. Avs, che era presente a Torino con il deputato Marco Grimaldi, è stata “maestra” nel condannare i fatti di violenza introducendo , però, elementi incomprensibili. Dicendo addirittura che tutto è accaduto, “perché c’è stato lo sgombero di Askatasuna”. Quindi, la colpa delle teste spaccate ai poliziotti è del governo. .. Sulla stessa linea i Cinquestelle e anche la Cgil, che pur non essendo partito lo è di fatto, dettando la linea al campo progressista.
Metà campo largo si è ristretto
Anche in questa vicenda, metà campo largo si è ristretto. I partiti più oltranzisti, che rappresentano insieme circa la metà dei consensi, invece che prendere le distanze dai centri sociali accusano il governo di voler attuare una repressione. Tutto questo non ha nulla di riformista o di progressista ma è una vera e propria paralisi che dimostra come non ci sia un’alternativa di governo nel nostro Paese. Né sulla sicurezza, né in politica estera esiste una linea comune. Perché in realtà, il centrosinistra non esiste come entità politica.
di Renato Sandri - 3 Febbraio 2026
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