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La saldatura tra l’estrema sinistra di Melenchon e gli islamisti: così Lfi è pronta ad “allearsi col diavolo” per qualche voto

L'islamogauscismo

La saldatura tra l’estrema sinistra di Melenchon e gli islamisti: così Lfi è pronta ad “allearsi col diavolo” per qualche voto

Esteri - di Gabriele Caramelli - 20 Febbraio 2026 alle 15:38

Quella di Jean-Luc Melenchon, secondo un editoriale di Charlie Hebdo del gennaio 2022, è una «sinistra Allahu akbar». In poche parole, il deputato e capo de La France insoumise solidarizza con la base islamica del Paese, oltre a quella dei nuovi comunisti. Basti pensare ai suoi slogan: «Lavoratori di tutto il mondo unitevi». E ancora: «Fratelli musulmani benvenuti nella France insoumise». Da qui si riconosce una netta correlazione ideologica tra la dottrina musulmana e i fondamenti della sinistra radicale, che emerge anche dall’ultima Commissione d’inchiesta parlamentare francese sul fenomeno dell’islamismo d’Oltralpe. Il relatore di centrodestra Matthieu Bloch ha evidenziato che «l’islam politico non è una fantasia, non è un’estrapolazione, ma una minaccia reale, documentata e visibile». E infatti, secondo il dossier, i legami degli integralisti si connettono principalmente con La France insoumise.

Melenchon e i rapporti tra estrema sinistra e islam politico

Come riporta Marianne Souleimane, autrice del libro I complici del male sulla familiarità tra l’estrema sinistra e le reti islamiste, l’eurodeputata e fedelissima di Melenchòn, Rima Hassan, ha una guardia del corpo che ha un profilo piuttosto inquietante. L’uomo è attivista di Urgence Palestine, associazione islamista e antisemita: il fondatore, Omar al Soumi, ha elogiato il “diluvio di al Aqsa”, nome alternativo che Hamas ha conferito al massacro del 7 ottobre. A ottobre Thomas Portes, anch’egli deputato de La France insoumise, ha incontrato in Libano il capo del Fronte popolare per la liberazione della Palestina, Haitham Abdo. Parliamo sempre di un’organizzazione terroristica secondo l’Unione europea.

Come ha scritto Souleimane: «Melenchon ha adottato una strategia elettorale che ha portato alcuni rappresentanti eletti a mostrare segni di compiacenza, o persino di sostegno attivo, verso individui vicini ai movimenti islamisti». La spirale islamista che avvolge l’estrema sinistra, però, è ancor più profonda: «A ciò si è aggiunta una strategia clientelare rivolta all’elettorato musulmano, un obiettivo chiave». Come ha fatto sapere l’autrice, diversi predicatori che glorificano il terrorismo, come Hani Ramadan e Vincent Souleymane, invitano a votare per la France Insoumise.

«Potrebbe allearsi col diavolo senza saperlo»

«L’islamogauscismo è un’alleanza che esiste». A dirlo non è un esponente di destra stavolta, ma il famoso filosofo francese Marcel Gauchet. Ospite alla trasmissione Point de vue, lo studioso ha sottolineato che «gli esponenti di sinistra, ad oggi, non hanno più del tutto il livello intellettuale dei loro antenati. Non mi sembrano nemmeno più in grado di capire cosa sia una religione». Successivamente, Gauchet ha dato una visione preoccupante de La France insoumise e del suo leader: «Melenchon è capace di allearsi con il diavolo senza saperlo».

Dunque, oltre ai legami pericolosi della sinistra radicale con i musulmani, bisognerebbe anche preoccuparsi del modo in cui agisce il capo di un partito, evidentemente incosciente o incurante dei rischi che corre a causa delle proprie relazioni ed ambizioni politiche. Quella dell’islamogoscimo è la storia di un’ideologia che cade da un palazzo di cinquanta piani, e che mentre lo fa si ripete, come nel film L’odio di Kassovitz, “fino a qui tutto bene, fino a qui tutto bene”. Perché il problema non è soltanto la caduta, ma l’impatto rovinoso sulla società francese.

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di Gabriele Caramelli - 20 Febbraio 2026