Ombre e sospetti
Giallo sulla serie Teheran, trovata morta in hotel Dana Eden, l’anima della fiction: ma stavolta è la cupa realtà. Mistero sulle cause
La produttrice israeliana trovata senza vita in un albergo ad Atene: tra suicidio sospetto e teorie di complotto internazionale, il caso enigmatico prende corpo e intreccia le sue carte...
Il confine tra realtà e finzione non è mai stato così sottile e inquietante. Dana Eden, 52 anni, produttrice e ideatrice della pluripremiata serie israeliana Teheran, è stata trovata senza vita ieri in un hotel di Atene, proprio mentre erano in corso le riprese della quarta stagione. Un decesso “strano”, che ha immediatamente sollevato dubbi e sospetti, e scatenato un corto circuito informativo alimentato da ombre di geopolitica e drammi personali. E un inquietante punto interrogativo resta e incombe sul caso e sulla serie…
Giallo sulla serie Teheran: trovata morta ad Atene la produttrice della fiction israeliana
Secondo i media greci (Ta Nea, Documento), a fare la macabra scoperta nella stanza d’albergo dove la produttrice alloggiava dal 4 febbraio sarebbe stato il fratello. I primi dettagli emersi parlano di lividi sul collo e sugli arti, oltre al ritrovamento di alcune pillole. Sebbene le autorità elleniche stiano ufficialmente battendo la pista del suicidio, nelle prime ore dal rinvenimento del corpo della donna si è diffusa l’ipotesi di un possibile coinvolgimento di agenti iraniani. Tuttavia, l’israeliano Canale 12 ha bollato le teorie del complotto come “fake news”, mentre la casa di produzione Dana & Shula Productions ha rilasciato una nota categorica: «Non vi è alcun sospetto di movente criminale o nazionalista. Chiediamo rispetto per la dignità di Dana e la privacy dei suoi cari in questo momento di dolore».
Le ombre del ritrovamento: suicidio o strano decesso?
Tuttavia, a fronte di tanto e tale drammatico caos, tra dubbi e riscontri, rilievi e ipotesi inquietanti, l’israeliano Canale 12 è intervenuto con fermezza bollando le teorie del complotto come “fake news”. Mentre la casa di produzione Dana & Shula Productions rilasciava una nota categorica: «Non vi è alcun sospetto di movente criminale o nazionalista. Chiediamo rispetto per la dignità di Dana, e la privacy dei suoi cari in questo momento di dolore».
“Teheran”: lo spy thriller che sfida il regime
La morte di Dana Eden, dunque, colpisce al cuore una delle produzioni più iconiche degli ultimi anni. Teheran, distribuita globalmente da Apple Tv+, racconta la storia di Tamar Rabinyan (Niv Sultan), un’hacker del Mossad infiltrata nella capitale iraniana. La serie ha segnato la storia della Tv israeliana vincendo un International Emmy Award nel 2021. E vantando nel cast star del calibro di Glenn Close (nella passata stagione televisiva), e di Hugh Laurie (nell’edizione attualmente online).
Proprio per il suo racconto crudo della guerra cibernetica e dei sabotaggi nucleari, la serie era stata duramente attaccata dai media statali di Teheran. Che l’hanno definita fin dal debutto un atto mediatico di «propaganda ostile». Ora, mentre il set greco si ferma per piangere la sua creatrice, resta da capire se il futuro della quarta stagione sarà segnato per sempre da questo tragico e ancora nebuloso finale di vita reale.
La morte sospetta della produttrice e ideatrice della serie Teheran: i dubbi, le smentite
Per questo, al netto di stupore e sconcerto, quando si è diffusa la notizia della morte di Dana Eden, produttrice e ideatrice israeliana della serie tv Teheran, trovata senza vita nella stanza di un albergo di Atene durante le riprese della quarta stagione in Grecia, i media israeliani hanno subito animato il sospetto introno al decesso sostenendo che la polizia di Atene stesse indagando sulla possibilità che la donna fosse stata assassinata da agenti del governo iraniano, che aveva attaccato la serie televisiva Teheran sui media statali fin dalla sua prima messa in onda.
La casa di produzione del serial di successo a gamba tesa: «Nessun sospetto movente criminale»
Dubbi e recriminazioni drammatiche che hanno dato adito a speculazioni e interrogativi che l’intervento a gamba tesa della casa di produzione dell’ideatrice della serie tv, la Dana & Shula Productions, ha tempestivamente smorzato e rispedito al mittente, sostenendo che non ci sarebbe «alcun sospetto di movente criminale o nazionalista nella morte di Dana Eden, produttrice e ideatrice della serie israeliana». Invitando contestualmente «i media e il pubblico ad astenersi dal pubblicare speculazioni non verificate». Come ad «agire in modo responsabile e sensibile». Intanto, però, l’inquietante interrogativo torna a riproporsi: omicidio o suicidio? Al momento sembra che sia imperativo sospendere il giudizio. Al netto del fatto che, comunque la si pensi, un’ombra di mistero avvolge la quarta stagione di Teheran…