Standing ovation
Fausto Leali prima incanta Sanremo poi intona un Sì al referendum, fuori dal coro rosso
Alla soglia degli 82 anni Fausto Leali incanta l’Ariston con la sua voce unica e mentre il teatro gli fa una standing ovation lui annuncia una tournee negli Usa. Ma non finisce qui: fuori dall’Ariston il cantante rilascia un’intervista senza filtri al Giornale nella quale intona un Sì al referendum sulla Giustizia.
A Paolo Giordano del Giornale che gli chiede un parere sulla riforma Nordio, il cantante che 50 anni fa veniva chiamato “il negro bianco” per la potenza della sua voce, scandisce un Sì, non bemolle, che spiazza il coro rosso degli artisti e dei Vip che hanno fatto la coda e hanno messo firma e selfie per attaccare il governo Meloni. «Penso che tutti siano in grado di vedere e capire quando ci sono delle cose che non vanno. E quindi si deve provare a migliorarle. Io penso che questo referendum possa portare a un miglioramento», premette Fausto Leali. Quindi voterà sì? «Credo proprio di sì», chiosa il cantante bresciano.
Fausto Leali merita una doppia standing ovation
Una risposta da standing ovation, quasi come quella che gli ha tributato mercoledì notte la platea dell’Ariston. La voce graffiante e inconfondibile di Fausto Leali non perde potenza e resiste al tempo. Il pubblico gli ha tributato una lunga serie di applausi sulle note di “Mi manchi” e di “Io amo”.
Al cantante 81enne è stato consegnato il premio alla carriera. “Mi tremano le gambe”, ha ammesso. Carlo Conti ne ha ricordato il debutto al Festival, in coppia con Wilson Pickett, nel 1968, lanciando il video dell’epoca. “Fausto, Fausto”, scandisce il pubblico. L’Ariston è in piedi. Il direttore artistico ha poi consegnato a Leali due targhe Siae: il primo deposito e quello per “Deborah”. Per dirla con un altro suo successo “A chi”, la standing ovation? A Leali. Al talento dell’artista e al coraggio delle idee dell’uomo.