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Fatture false, blitz della Finanza a Venezia: sequestrati appartamenti e 1,3 milioni di euro a una 40enne cinese

Dietro un giro di prestanomi

Fatture false, blitz della Finanza a Venezia: sequestrati appartamenti e 1,3 milioni di euro a una 40enne cinese

Cronaca - di Giovanni Teller - 24 Febbraio 2026 alle 15:22

Un’imprenditrice cinese 40enne è finita sotto la lente della Guardia di Finanza, che ha proceduto a sequestrarle preventivamente 1,3 milioni di euro. Il motivo? Secondo le verifiche fiscali, la donna avrebbe utilizzato diverse fatture false nelle sue dichiarazioni. L’inchiesta è sorta dall’identificazione di varie società cartiere, gestite da prestanomi e formalmente attive nel commercio di merci inerenti la pelletteria e i viaggi, con sede in alcune regioni italiane. Queste attività, nel tempo, hanno emesso centinaia di scontrini per operazioni inesistenti e a favore di altre decine di società, tra cui quella veneziana dell’imprenditrice cinese che aveva caricato spese false per circa 3 milioni di euro.

Sequestrato più di un milione a un’imprenditrice cinese per fatture false: l’indagine della Gdf

La verifica fiscale ha concesso di quantificare ad 1,3 milioni di euro il risparmio d’imposta ottenuto dalla donna. In seguito, l’amministratrice unica della srl è stata denunciata alla procura veneziana per dichiarazione fraudolenta, con utilizzo di fatture per operazioni inesistenti. Poi, a seguito degli ulteriori approfondimenti sui conti bancari, è stato richiesto ed ottenuto dal gip del tribunale il decreto di sequestro preventivo del profitto illecito. Nella requisizione rientrano anche due appartamenti, uno in centro storico a Venezia e uno a Marghera, inclusi conti correnti, titoli, contanti, automezzi e preziosi.

Le iniziative del governo contro le intromissioni cinesi sul mercato

Per evitare che la Cina si intrometta nel mercato italiano, il governo Meloni ha iniziato a prendere in considerazione alcune normative per evitare le partecipazioni degli investitori cinesi nelle aziende italiane considerate strategiche, ma anche nei settori privati sin da agosto 2025. Già nel 2023, attraverso l’esercizio del suo potere speciale noto come “Golden power”, il esecutivo italiano è riuscito a limitare l’influenza dell’azienda cinese Sinochem International sul marchio Pirelli, di cui lo Stato detiene il 37% del capitale. In linea con le direttive europee, l’esecutivo di centrodestra sta continuando a intensificare le misure contro l’imprenditoria cinese illegale, attraverso la chiusura delle attività fantasma e con ispezioni doganali più severe.

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di Giovanni Teller - 24 Febbraio 2026