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Famiglia nel bosco, bufera sulla psicologa nominata dal Tribunale dei minori dell’Aquila

(Pre)giudizi social?

Famiglia nel bosco, bufera sulla psicologa del tribunale dei minori: a rischio denuncia per incompatibilità. All’indice i suoi post sui social (e non solo)

Cronaca - di Filomena Auer - 23 Febbraio 2026 alle 19:05

Il caso della cosiddetta “famiglia nel bosco” si arricchisce di nuovi, inquietanti capitoli che mettono in discussione la regolarità delle procedure che hanno portato all’allontanamento dei tre figli della coppia Trevallion dal loro casolare lo scorso novembre. Al centro della polemica finisce la figura della professionista incaricata di eseguire i test sui minori, la cui imparzialità e competenza sono oggi sotto i riflettori.

Famiglia nel bosco, è bufera sulla psicologa nominata dal tribunale dei minori dell’Aquila

L’avvocato Alessandra De Febis, Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza della Regione Abruzzo, è intervenuta con fermezza sulla vicenda, richiamando la necessità di mettere al centro l’esclusivo interesse dei bambini. Secondo quanto emerso, la Consulente Tecnica d’Ufficio (Ctu) coinvolta nel procedimento avrebbe espresso in passato, sui social network, giudizi pesantemente denigratori nei confronti della famiglia.

La Ctu ora rischia una denuncia per incompatibilità

«Qualora tale circostanza fosse confermata — dichiara De Febis — ci troveremmo di fronte a un fatto di estrema gravità. Un professionista che abbia già manifestato un orientamento pregiudiziale non può garantire la necessaria serenità di giudizio».

Pertanto, la Garante ha annunciato l’attivazione di tutti gli strumenti necessari per verificare che ogni passaggio del percorso valutativo sia stato improntato ai principi di trasparenza e neutralità, ribadendo che la fiducia dei cittadini nelle istituzioni dipende dalla credibilità di tali perizie.

Le contestazioni tecniche: violazioni deontologiche e mancanza di esperienza

Ancora più duro l’attacco di Tonino Cantelmi, psicoterapeuta e consulente della famiglia Trevallion. Cantelmi solleva due “macigni” che peserebbero sulla legittimità dell’incarico conferito alla testista: 1) La violazione deontologica. Ossia l’aver espresso giudizi pubblici sul caso prima dell’incarico violerebbe il regolamento dell’Ordine degli Psicologi, che vieta l’assunzione di ruoli peritali in situazioni in cui si è già manifestato un pregiudizio. E 2) La carenza di requisiti legali: secondo il D.M. 109/2023, i consulenti in ambito minorile devono vantare almeno cinque anni di esperienza documentata. La professionista in questione risulterebbe invece iscritta all’Albo da poco più di tre anni, mancando quindi della “speciale competenza” richiesta per valutare traumi infantili in situazioni così delicate.

Di più. Lo psicologo e psicoterapeuta Tonino Cantelmi, consulente della famiglia Trevallion riguardo alla perizia tecnica disposta dal Tribunale per i Minorenni dell’Aquila nel procedimento che riguarda la cosiddetta “famiglia nel bosco”, ha aggiunto: «Stiamo depositando in Tribunale una richiesta di ricusazione della testista e presenteremo all’Ordine degli Psicologi un esposto per le violazioni deontologiche, che verranno ulteriormente circostanziate».

I prossimi passi legali

Nel frattempo, allora, la difesa della famiglia nel bosco non intende restare a guardare. Cantelmi ha confermato che si sta procedendo al deposito di una richiesta di ricusazione della testista presso il Tribunale per i Minorenni dell’Aquila. A cui seguirà un esposto formale all’Ordine degli Psicologi per accertare le violazioni deontologiche. L’obiettivo primario resta quello di garantire che il destino dei tre bambini, attualmente in una struttura protetta nel chietino, non venga deciso da valutazioni viziate da pregiudizi o da una formazione tecnica insufficiente.

L’attacco del consulente della famiglia nel bosco

Di più. Cantelmi solleva anche altri interrogativi. «A questo punto mi chiedo se la dottoressa (incaricata della perizia sui coniugi Trevallion, ndr) fosse a conoscenza di questi due macigni che pesano sulla persona che dovrebbe sottoporre a test i tre bambini. Inoltre, già nella prima seduta di test abbiamo avuto molte perplessità. Tutto questo – conclude – sarà dettagliato nelle sedi opportune».

Una vicenda complessa, su cui non a caso è intervenuta anche la Garante regionale per l’Infanzia della Regione Abruzzo. La quale – sottolinea Cantelmi – «ha correttamente evidenziato la gravità delle violazioni deontologiche». Il caso riguarda appunto la perizia disposta nell’ambito del procedimento che ha portato, lo scorso novembre, all’allontanamento dei tre figli della coppia dal casolare nel bosco. E al loro trasferimento in una struttura protetta in provincia di Chieti.

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di Filomena Auer - 23 Febbraio 2026