Al porto di Salerno
Falso olio extravergine: sventata una maxi-truffa di18 tonnellate di prodotto contraffatto. Lollobrigida: Italia leader nei controlli
Una super-truffa a uno dei prodotti simbolo della nostra gastronomia è stato sventato al Porto di Salerno: sequestrati 18mila chili d’olio falsamente dichiarato extravergine. La maxi-operazione è frutto del lavoro congiunto “tra Carabinieri del Reparto Tutela Agroalimentare di Salerno; Guardia di Finanza e Agenzia delle Dogane”. Lo segnala in una nota il ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida. “Proteggiamo i cittadini da una frode commerciale. L’Italia conferma così il suo ruolo di leader nei controlli per la tutela della sicurezza alimentare; e del rispetto delle regole lungo la filiera; grazie al lavoro quotidiano di uomini e donne al servizio della collettività e della qualità Made in Italy. La Cabina di Regia del Masaf, condividendo le informazioni tra le diverse Autorità, resta un presidio fondamentale nella lotta alle frodi agroalimentari”.
18mila tonnellate per un valore di 80mila euro
Un container con oltre 18 tonnellate di olio d’oliva è stato sequestrato nel porto di Salerno. Il prodotto, infatti, era stato dichiarato in maniera fraudolenta come ‘extravergine’ di oliva. L’operazione rientra nell’ambito del monitoraggio dei flussi di import-export di olio d’oliva, promosso dalla Cabina di regia istituita dal ministero dell’Agricoltura. Il controllo è stato effettuato nel Porto commerciale di Salerno. Ottantamila euro il valore dell’olio sequestrato.
Falso olio extra vergine: chi è il responsabile della contraffazione
Denunciato alla Procura della Repubblica – che ha convalidato il sequestro – il titolare di una ditta olearia abruzzese per frode in commercio; vendita di prodotti industriali con segni mendaci; e falsità ideologica commessa dal privato in atto pubblico; mediante induzione in errore del Pubblico Ufficiale. Le indagini avviate con la richiesta di attivazione del “profilo di rischio” del carico di olio, commercializzato all’estero (in Canada), hanno consentito di accertare, anche tramite analisi di laboratorio, che il prodotto, etichettato e fatturato fraudolentemente come olio extravergine di oliva era in realtà olio di oliva vergine.