L'intervista
Dl bollette, Zucconi: “Vantaggi concreti alle famiglie dopo anni di immobilismo e dipendenza dall’estero”
Un pacchetto di misure del governo che mette la parola fine agli sprechi e alla stagnazione del passato e determina risparmi immediati. Una correzione “strutturale” del prezzo dell’energia. Il dl bollette varato dal Consiglio dei ministri comporta importanti benefici per famiglie e imprese. Ne abbiamo parlato con Riccardo Zucconi, responsabile Energia del gruppo parlamentare di Fratelli d’Italia alla Camera.
Quali sono i reali vantaggi per le famiglie italiane grazie a questo dl?
Sono due. Il primo viene dal Contributo Straordinario Sociale di circa 115 euro per chi già percepisce il bonus sociale elettrico. Ma anche da uno sconto non fisso basato sui consumi e sulla componente prezzo energia per i nuclei con Isee fino a 25.000 euro; Non è necessaria alcuna domanda, i contributi vengono applicati direttamente in bolletta, a patto di avere un Isee 2026 aggiornato. Il secondo è che il prezzo dell’energia in bolletta viene abbassato con la riduzione degli Ets che devono essere pagati dalle ditte che producono energia elettrica con il gas. Gli Ets sono tasse che comportano il pagamento di un tot per ogni tonnellata di CO2 emessa. Con questa riduzione sarà il prezzo all’origine del gas a essere minore e dunque in bolletta alla voce consumo energia ci sarà un forte ribasso di circa il 30%.
Un cambio di passo importante. Il provvedimento avrà ricadute anche sulle nostre imprese per le quali negli ultimi anni il costo energetico è diventato quasi insostenibile?
Il decreto affronta anche questo problema con l’azzeramento in bolletta degli oneri cd Asos, che sono quelli imposti per supportare la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili. Una misura anche giusta ma che nel tempo ha pesato in modo veramente eccessivo sui costi delle bollette. Da quando sono stati istituiti questi oneri infatti hanno raggiunto la cifra complessiva di ben 200 miliardi, costi che si sono riversati nelle bollette delle Aziende. Inoltre, si confermano i meccanismi dell’Energy Release che è una misura specificamente rivolta alle imprese energivore. Che mira a favorire la transizione verso le fonti rinnovabili offrendo però energia a prezzi calmierati.
Cosa risponde alle opposizione che anche su questo dossier non hanno risparmiato critiche al governo parlando di bluff e di intervento tardivo?
Intanto le opposizioni dovrebbero rendere conto della mancanza di qualsiasi politica in campo energetico che ha connotato tutti i loro governi. Anni di immobilismo hanno determinato appunto l’estrema esposizione del sistema Italia e una completa dipendenza dall’estero, ad esempio, per le forniture di gas. Il governo Meloni dimostra di saper dare risposte concrete. Sia con ol Piano Mattei, che finalmente rilancia accordi e investimenti per l’approvvigionamento di energia dall’africa e dal Medio Oriente, sia con l’aumento del prelievo Irap, previsto in questo Decreto.
Sicuramente la situazione di instabilità geopolitica sta incidendo sul prezzo dell’energia, in che modo si sta muovendo il governo?
I recenti incontri europei del presidente Meloni, in particolare in Germania con Mertz , segnano un cambio di passo anche su questo versante e portano a casa accordi e strategie perché l’Europa si doti finalmente di una politica sulle energie comune. Dal mercato europeo sul prezzo del gas alla possibile revisione del sistema Ets Meloni ha ribadito la necessità di misure comuni europee per abbassare i costi energetici e salvaguardare la competitività delle imprese.
Le politiche europee sulla green economy hanno inciso sull’aumento del costo energetico?
L’ambientalismo ideologico, artefatto, propagandistico, che ha connotato in passato le politiche di un Europa a trazione socialista, ha inciso purtroppo non solo sui costi dell’energia ma ha anche debilitato l’industria. Basti pensare al settore automotive. Un’incidenza soprattutto per l’Italia che ha rinunciato da tempo alla produzione da fonti nucleari. Spagna e Francia, ad esempio, non l’hanno fatto così come molti altri Paesi dove il costo dell’energia è ancora molto più basso di quello italiano.
Cosa vi aspettate dalla valutazione europea sul decreto?
Intanto una interlocuzione positiva è iniziata anche con gli incontri di cui parlavo ma con una novità. L’Italia non è più prona, non è più al traino di politiche spesso imposte anche in campo energetico, ma è propositiva e convincente.
Le aziende che si occupano di rinnovabili sono preoccupate per le conseguenze della misura, cosa possiamo prevedere per loro?
Credo si sia trovato il giusto equilibrio fra l’incentivazione delle rinnovabili e il carico che a livello economico e sociale questo comporti. L’aumento Irap, ad esempio, è destinato esclusivamente ai grandi produttori (con fatturato sopra i 5 milioni di euro). L’’azzeramento degli oneri Asos è rivolto alle aziende energivore a cui si doveva in ogni caso dare un supporto per assicurare loro di poter continuare ad essere concorrenziali sui mercati.