La lite, il femminicidio...
Delitto di Asti, l’ex della 17enne uccisa crolla e confessa dopo un vano tentativo di depistaggio
Il 20enne ammette l'omicidio di Zoe dopo aver provato a incolpare un fantomatico straniero. Sul corpo della vittima abrasioni e lesioni al collo compatibili con uno strangolamento. Disposta l'autopsia per chiarire la dinamica del delitto
Ha confessato e ora è in carcere il ragazzo di 20 anni fermato dai carabinieri per l’omicidio di Zoe Trinchero, la 17enne trovata senza vita in un canale a Nizza Monferrato (Asti) nella tarda serata di venerdì 6 febbraio. Il giovane è stato ascoltato a lungo dagli investigatori e, davanti a un pubblico ministero della procura di Alessandria – che coordina le indagini per competenza territoriale – alla fine ha ceduto. E ora è in carcere ad Alessandria, mentre la comunità astigiana è sotto shock.
C’è un fermo per l’omicidio di Zoe Trinchero. Si tratta di un 20enne che, pressato dalle risultanze investigative, ha confessato davanti al pm di turno del Tribunale di Alessandria, Giacomo Ferrando, e ai carabinieri impegnati nelle indagini. Le dichiarazioni rese dai testimoni agli inquirenti dalla nottata hanno evidenziato palesi incongruenze, inducendo gli investigatori ad approfondire il contesto investigativo, ottenendo riscontri oggettivi.
Asti, 17enne uccisa: fermato l’ex fidanzato 20enne, ha confessato
E così, a confessione avvenuta, siamo a raccontare dell’ennesima giovane vita spezzata, dell’ultimo nome che si aggiunge alla tragica lista dei femminicidi che feriscono l’Italia: quello di Zoe Trinchero, appena 17 anni, trovata senza vita poco prima della mezzanotte di venerdì nelle gelide acque del Rio Nizza, ad Asti. Una vicenda torbida e una violenza inaccettabile, a cui si è aggiunto anche un tentativo di depistaggio messo in atto dal ventenne che, prima di crollare e confessare, avrebbe tentato di scaricare la colpa sul più classico dei “capri espiatori”, dichiarando che ad aggredire la ragazza era stato uno straniero sconosciuto.
Asti, il delitto al culmine di una lite degenerata in tragedia
E invece no: davanti al pm della Procura di Alessandria, il ragazzo alla fine ha smentito falsi alibi e ammesso le sue responsabilità: l’omicidio sarebbe avvenuto al culmine di una lite tra ex – sembra infatti che i due in passato avessero avuto una relazione sentimentale –. Una discussione degenerata in una furia cieca.
La dinamica del delitto, la macabra scoperta del corpo, le indagini
Facciamo un passo indietro. Zoe stava trascorrendo la serata con il suo gruppo di amici a Nizza Monferrato. Poi l’allontanamento. Il silenzio del cellulare. E l’inizio del panico tra i coetanei. Quindi la tragica scoperta: quando un residente della zona, attirato proprio dalle grida disperate degli amici che cercavano Zoe nel buio, ha avvistato il corpo della 17enne. Così, sul greto del fiume Belbo, la macabra scoperta, ma all’arrivo dei sanitari e dei carabinieri, la 17enne astigiana era ormai già senza vita.
Sul corpo della 17enne uccisa abrasioni, lividi, e lesioni al collo compatibili con uno strangolamento
Il cadavere presentava abrasioni e lividi. Segni di percosse. Lesioni nella regione del collo compatibili con uno strangolamento. E tumefazioni al volto. Ma, soprattutto, nessun segno evidente di affogamento: a indicare la morte avvenuta probabilmente prima di finire in acqua.
I sospetti dei carabinieri della Compagnia di Canelli si sono subito concentrati su un ventenne del gruppo, ex fidanzato della vittima. Portato in caserma, il giovane ha inizialmente fornito una versione fantasiosa e discriminatoria, cercando di sviare le indagini. Tuttavia, le “palesi incongruenze” rilevate dagli inquirenti e le testimonianze degli altri ragazzi del gruppo, hanno stretto il cerchio attorno a lui.
Il ragazzo è ora nella Casa Circondariale di Alessandria e la sua posizione è al vaglio dell’autorità giudiziaria. La salma della vittima, invece, è a disposizione della Procura della Repubblica di Alessandria per l’esame autoptico che chiarirà come è morta Zoe. Se è stata uccisa altrove, e poi portata lì confidando nella corrente del canale.