La storia di Marco
Dal baratro alla rinascita: così la legge “Salva suicidi” restituisce il futuro ai cittadini onesti
Schiacciato da quasi 200mila euro di debiti fiscali, senza beni e con uno stipendio normale, un padre di famiglia si è trovato sull'orlo del baratro. Poi il Tribunale di Roma ha applicato la legge sul sovraindebitamento e si è aperta la strada a una nuova vita
Ci sono debiti che non nascono da scelte sbagliate, ma da errori, ritardi, burocrazia. Debiti che crescono nel silenzio e che, quando emergono, sono già diventati una condanna. È quello che è accaduto a Marco (nome di fantasia), impiegato romano e padre di due figli, travolto da 197.260 euro di debiti con il fisco legati a una vecchia Partita Iva aperta anni prima per integrare il reddito. Una cifra impossibile da sostenere. Una pressione costante. Un peso che non lascia dormire la notte. Oggi, però, per Marco quella spirale si è fermata.
Il Tribunale di Roma ha disposto l’apertura della procedura di liquidazione controllata, applicando la normativa sul sovraindebitamento – la cosiddetta Legge Salva Suicidi – consentendogli di pagare solo ciò che è realmente compatibile con una vita dignitosa e di ottenere, al termine del percorso, la cancellazione definitiva del debito residuo.
Una storia normale, come quella di tanti
Marco non ha mai avuto uno stile di vita lussuoso. Nessun immobile, nessun patrimonio nascosto. Solo uno stipendio da lavoratore dipendente e il tentativo, comune a molti, di “fare qualcosa in più” aprendo una Partita Iva in regime forfettario. Una gestione fiscale sbagliata, errori professionali, controlli arrivati anni dopo: il debito è cresciuto nell’ombra. Imposte, sanzioni, interessi. Poi il colpo finale: il periodo post-pandemico, la riduzione delle entrate, l’impossibilità di sostenere rate sempre più alte. Continuare a pagare avrebbe significato togliere il necessario alla famiglia. Fermarsi, invece, voleva dire essere schiacciati dal debito per tutta la vita.
La svolta: pagare il possibile, non l’impossibile
Grazie all’istanza presentata dai professionisti di Legge3.it, il Tribunale ha riconosciuto lo stato di oggettivo sovraindebitamento e l’assenza di qualsiasi frode. Il piano approvato prevede che Marco versi circa 400 euro al mese per 36 mesi; metta a disposizione complessivamente circa 15.400 euro (inclusa una quota societaria di modesto valore); al termine dei tre anni, oltre 180.000 euro di debiti verranno cancellati con la sentenza di esdebitazione. Non un regalo, ma una soluzione giusta. Non un condono, ma una seconda possibilità.
Cos’è la Legge Salva Suicidi e perché è così importante
La cosiddetta Legge Salva Suicidi, introdotta nel 2012 e oggi integrata nel Codice della Crisi d’Impresa e dell’Insolvenza, nasce per rispondere a una realtà drammatica: persone e famiglie intrappolate in una spirale di debiti da cui non possono uscire, pur avendo agito in buona fede. La legge consente a cittadini, consumatori e piccoli imprenditori di accedere a procedure giudiziali controllate che permettono di ristrutturare il debito; ridurlo in base alle reali capacità economiche; arrivare, nei casi più gravi, alla cancellazione del debito residuo. Il principio è semplice ma rivoluzionario: il debito non può diventare una pena a vita. A chi è in difficoltà deve essere garantita una vita dignitosa.
Le novità del 2025: una legge più veloce, più giusta, più accessibile
Nel corso del 2025, la normativa sul sovraindebitamento è stata ulteriormente rafforzata e resa più efficace grazie agli interventi del governo Meloni, che hanno puntato a rendere queste procedure finalmente accessibili a chi ne ha davvero bisogno. Tra le novità più rilevanti, procedure più snelle e rapide: i tempi per l’omologazione dei piani si sono ridotti sensibilmente, grazie a meccanismi semplificati e a una maggiore specializzazione dei tribunali, maggiore tutela per famiglie e piccoli debitori. La normativa rafforza la protezione dei beni essenziali, evitando che il risanamento passi attraverso la distruzione della vita familiare, e la ristrutturazione dei debiti fiscali e contributivi. Un passaggio cruciale: oggi è possibile includere in modo più efficace debiti con l’erario e gli enti pubblici, che rappresentano spesso la parte più pesante dell’esposizione complessiva.
Una legge che restituisce la «prospettiva di futuro»
Un cambio di passo che ha trasformato una legge spesso poco conosciuta in uno strumento concreto di giustizia sociale. A commentare il caso è Gianmario Bertollo, fondatore di Legge3.it: «La storia di Marco è quella di migliaia di italiani onesti. Persone che lavorano, pagano, ci provano. Poi qualcosa si rompe e il debito diventa una condanna. Il Tribunale di Roma ha applicato la legge nel suo spirito più autentico: non punire, ma riequilibrare. Pretendere il pagamento integrale di quasi 200mila euro avrebbe significato togliere a un padre ogni prospettiva di futuro. Queste procedure non premiano i furbi. Premiano la verità, la trasparenza e la buona fede. Marco pagherà ciò che può, manterrà una vita dignitosa e, alla fine, potrà finalmente ricominciare».
Tra tre anni, se rispetterà il programma, Marco non sarà più un debitore. Sarà semplicemente un uomo libero dal peso di un debito che non avrebbe mai potuto estinguere. Perché la giustizia non è pretendere l’impossibile, ma dare a chi è caduto la possibilità di rialzarsi.