Strategia sotto traccia
Così Mosca ci invade coi musulmani: da Minsk l’offensiva dei tunnel sotterranei di Putin per bucare l’Europa, firmata Hamas e Hezbollah
L’invasione corre sottoterra. Non è più solo una questione di barconi o di recinzioni abbattute e confini valicati a piedi. L’offensiva contro i confini orientali dell’Europa corre ora sotto terra. Mosca e il suo vassallo bielorusso, Lukashenko, hanno alzato il tiro nella guerra ibrida dichiarata all’Occidente, utilizzando tunnel sotterranei per inondare la Polonia di clandestini. E non si tratta più di una strategia applicata sulla base di una sfida logistica. Ma di un vero e proprio “manuale del terrore” declinato ai flussi migratori.
Mosca invia migranti in Europa attraverso tunnel segreti
Secondo quanto rivelato dal Telegraph e rilanciato con forza da Libero in edicola oggi, le autorità polacche hanno individuato nel corso del 2025 almeno quattro tunnel sotto il confine con la Bielorussia. Ma il dettaglio che fa tremare le cancellerie europee è un altro: la costruzione di questi cunicoli, alti un metro e mezzo e rinforzati con puntoni di cemento, non sarebbe esattamente un’opera di dilettanti…
Insomma, la Russia sta inviando migranti attraverso tunnel sotterranei dalla Bielorussia verso l’Europa come parte della sua guerra ibrida contro l’Occidente. Lo scrive il Telegraph, citando funzionari polacchi, secondo cui Minsk ha utilizzato specialisti provenienti dal Medio Oriente con «un alto livello di competenza» per progettare tunnel che segnano una nuova escalation nella guerra ibrida del Cremlino contro l’Europa.
La “guerra dei tunnel” di Putin
Secondo gli esperti è difficile essere sicuri di quali gruppi siano stati coinvolti nella costruzione dei tunnel. Ma potrebbero potenzialmente essere i combattenti curdi. Lo Stato Islamico. E i proxy sostenuti dall’Iran (gruppi armati sostenuti dall’Iran, che formano l'”Asse della Resistenza”, una rete di attori non statali e milizie in Medio Oriente. Armati e finanziati dalla Quds Force dei Pasdaran per espandere l’influenza iraniana). Pertanto, sulla base degli elementi in suo possesso, la Polonia ha inoltre suggerito che la Bielorussia abbia fatto ricorso all’assunzione di misteriosi specialisti mediorientali perché era alla ricerca di metodi nuovi e più ingegnosi per far entrare clandestinamente i migranti attraverso il confine.
Dunque, il punto è questo: gli inquirenti di Varsavia puntano il dito contro “specialisti” mediorientali. E il sospetto è agghiacciante: per bucare i confini della Ue, il Cremlino starebbe sfruttando il know-how ingegneristico di gruppi terroristici come Hamas e Hezbollah, esperti nella guerra sotterranea tra Gaza e il Libano. Una saldatura geopolitica tra il revanscismo russo e l’estremismo islamico, uniti dall’unico obiettivo di scardinare la sicurezza europea.
Il confine-colabrodo come arma politica
L’ultimo tunnel scoperto nei pressi di Narewka ha permesso il passaggio di 180 clandestini, principalmente afghani e pachistani, pronti a essere immessi nel cuore del continente. È la prosecuzione, con mezzi ancor più insidiosi, di quella strategia iniziata da Lukashenko nel 2021: usare esseri umani come proiettili politici. Non solo. Dietro questa rete non ci sarebbero solo disperati, ma un’organizzazione transnazionale smascherata dall’Europol, composta da russi e bielorussi, che incasserebbe fino a 5.000 euro a persona, spesso in criptovalute, per finanziare una sorta di “invasione pianificata”.
Dalla Bielorussia l’invasione sotterranea per destabilizzare l’Europa
«Gli ufficiali dell’unità di guardia di frontiera di Podlaskie hanno scoperto un totale di quattro tunnel sotto il confine con la Bielorussia, tutti nel 2025», ha dichiarato al Telegraph il tenente colonnello Katarzyna Zdanowicz, delle forze di frontiera polacche. «Le misure di sicurezza fisiche ed elettroniche alle frontiere, come le telecamere termografiche e i sistemi di rilevamento, ci consentono di reagire immediatamente a qualsiasi tentativo di violazione dei confini statali, anche sotterranei», ha comunque aggiunto a stretto giro. Ma non è tutto. Perché a metà dicembre le autorità polacche hanno scoperto uno dei tunnel più grandi nei pressi del villaggio di Narewka, nella Polonia orientale.
Esperti di Hamas e Hezbollah al servizio di Minsk
Un tunnel tra Polonia e Bielorussia che sarebbe stato utilizzato da un totale di 180 migranti, provenienti principalmente dall’Afghanistan e dal Pakistan. La maggior parte dei quali sarebbe stata arrestata dopo essere emersa dall’altra parte. Secondo la Polonia, il tunnel era alto 1,5 m con l’ingresso sul lato bielorusso nascosto in una foresta. Il tunnel si estendeva per circa 50 metri sul lato bielorusso del confine e per 10 metri sul lato polacco.
Un filmato mostra una struttura stretta simile a un cunicolo, con puntoni di cemento fissati ai lati per impedirne il crollo. E c’è una nota a margine che proprio marginale non è: gli esperti militari affermano che gli unici gruppi mediorientali noti per essere in grado di costruire tunnel di questo tipo sono Hamas nella Striscia di Gaza, Hezbollah in Libano, alcune fazioni in Kurdistan e forse lo Stato Islamico.
La reazione “strategica” di Varsavia
Così, mentre a Bruxelles si discute spesso di “accoglienza” con accenti astratti, la Polonia risponde con la tecnologia: telecamere termografiche e sistemi di rilevamento sismico per intercettare le violazioni anche nel sottosuolo. Se la Russia punta a creare una crisi umanitaria permanente per alimentare il caos e dividere le nazioni europee, il governo di Varsavia tiene il punto: denunciando che il 98% dei tentativi viene sventato. Al netto di dati, rilievi e numeri, comunque, resta l’evidenza di un’Europa sotto assedio, dove il confine orientale non è più solo una linea sulle mappe. Ma un fronte di guerra dove si combatte contro un nemico che non esita ad allearsi con il peggior terrorismo pur di colpire…