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Panico

L'analisi

Cinque milioni di italiani hanno paura di impazzire: cos’è la psico-patofobia, sintomo dell’ansia

E' una forma di ipocondria che, invece di riguardare il fisico, investe la mente e porta ad avere timori infondati

Cronaca - di Francesca Daniela Grossi - 19 Febbraio 2026 alle 16:37

Sono almeno cinque milioni gli italiani che hanno paura di impazzire. E che, ovviamente, non impazziranno mai. Si chiama psico-patofobia o ansia da salute mentale. E attraversa le sindromi ansiose.

La paura di impazzire

La paura di impazzire può nascere dagli attacchi di panico, che portano depersonalizzazione o derealizzazione, agitazione, battito accelerato, paura di perdere il controllo. Oppure dall’ansia da salute mentale, che altro non è che l’ipocondria applicata alla mente.

Cos’è realmente

Chi ha paura di impazzire teme qualsiasi malattia mentale. In particolare le psicosi, la schizofrenia. Ma, come sanno gli esperti, chi perde il controllo dell’esame di realtà non ne è consapevole, per cui si realizza un paradosso incredibile: soffrire per qualcosa che non succederà.

Francesco Mancini, uno dei più importanti esperti di doc, ha sempre specificato la scriminante tra questa paura, priva del motore del senso di colpa, dalle ossessioni, che invece sono caratterizzate da un eccesso di senso di colpa e di responsabilità.

La psichiatra Marazziti: “Non abbiate paura”

Donatella Marazziti, docente di psichiatria a Pisa e ricercatrice di fama mondiale, parla di “un forte sentimento di ansia, pervasivo e costante. Che però non ha un substrato fondante e credibile e non si poggia su niente se non, appunto, sul terrore”.

“Il concetto di ‘pazzia’ non riguarda- dice Marazziti- la gran parte dei disturbi psichiatrici: non è “pazzia” ovviamente l’ansia, non lo sono i disturbi di personalità, né i disturbi dell’umore(depressione o bipolare), nemmeno quelli con episodi psicotici transitori e isolati”.

Chi teme per la propria salute mentale è come chi teme di avere un infarto– continua Marazziti, che lavora anche a Roma- e interpreta un dolore al petto o allo stomaco come il segnale di un’ischemia o come chi teme di avere un tumore e si sottopone a continue visite ed esami: è una forma di ipocondria, cioè una malattia che non c’è“.

 

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