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Col coltello in classe minaccia i compagni con cui sta discutendo: denunciato 13enne a Bologna

Lame a scuola: pure alle medie

Choc a Bologna, 13enne straniero sfodera il coltello in classe e lo punta sui compagni con cui sta discutendo: denunciato

Cronaca - di Greta Paolucci - 1 Febbraio 2026 alle 13:25

Far West a scuola, per l’esattezza in una scuola media di Bologna dove – come riferisce il Resto del Carlino – un ragazzino ha estratto un coltellino artigianale e ha minacciato i compagni dopo una lite. Al culmine di una discussione il ragazzino ha tirato fuori dall’astuccio un coltellino ma gli insegnati sono riusciti a disarmarlo e ad avvisare i carabinieri.

Sul posto sono arrivati i militari della stazione di Borgo Panigale, che hanno denunciato il minore, che non ha ancora compiuto quattordici anni e quindi non è imputabile. E se a questo aggiungiamo quanto accaduto pochi giorni fa in un istituto scolastico superiore di Budrio dove era stato trovato un machete nello zaino di un 15enne…

Bologna, in classe con un coltello: denunciato un 13enne

Insomma, non siamo più alle cronache di semplici liti tra adolescenti, ma a un vero e proprio bollettino di guerra che vede i banchi di scuola trasformarsi in trincee. L’ultimo episodio (ma solo in ordine di tempo) arriva allora dalla periferia ovest di Bologna, dove uno studente di appena 13 anni, di origini straniere, ha estratto un coltellino artigianale dall’astuccio per minacciare i compagni con cui stava discutendo.

Il tempismo degli insegnanti-eroi evita il peggio

Solo il sangue freddo degli insegnanti, riusciti a disarmare il ragazzino prima che la lama affondasse il colpo, evitando che l’istituto diventasse teatro di una tragedia simile a quella di La Spezia, dove il giovane Abanoub Youssef ha perso la vita sotto i colpi di una violenza cieca e gratuita.

L’intervento dei Carabinieri di Borgo Panigale ha portato alla denuncia per porto d’armi. Ma è a questo punto che scatta il gap di sistema: perché il minore non ha ancora compiuto quattordici anni e, dunque, per la legge italiana non è imputabile. Un’immunità che di fatto alimenta il senso di onnipotenza di certe “baby gang” o di singoli soggetti che crescono nel mito della sopraffazione.

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di Greta Paolucci - 1 Febbraio 2026