Sono solo canzonette
Caso Pucci, Conti zittisce la sinistra: “Ho carta bianca, nessuno si permette di interferire”
Scelta autonoma, dettata dal botteghino dei teatri, nessuna ingerenza di Palazzo Chigi, nessuna pressione. Con l’aplomb che lo contraddistingue Carlo Conti torna sul caso Pucci e disarma le sinistre che hanno scatenato un polverone che ha indotto l’artista a dare forfait al Festival di Sanremo. “Tutti noi che abbiamo fatto la direzione artistica abbiamo assoluta carta bianca. Nessuno si permette di interferire”. Così l’autore e conduttore della 76esima edizione del Festival della canzone italiana dai microfoni di “Giletti 102.5”. Altro che “tassa da pagare a Meloni”.
Conti disarma la sinistra: Pucci? Nessuno si permette di interferire
“Se facciamo degli errori, se ho fatto degli errori, sono soltanto per colpa mia. Nessuno si permette di dirmi chi prendere o chi non prendere, e lo dico con grande forza. Questo vale sia per le precedenti edizioni con altri governi, sia per questa con l’attuale”. Più chiaro di così. Conti rivendica autonomia e professionalità. Nel caso di Andrea Pucci, accusato dalle opposizioni di essere raccomandato dalla destra al governo, ribadisce le ragioni dell’invito rivolto al comico per la co-conduzione. “Ho fatto una scelta del tutto autonoma: è uno che è stato premiato all’Arena di Verona per gli incassi, è stato ospite in innumerevoli trasmissioni, è andato a Zelig e non è mai successo niente”. Insomma è uno bravo, che fa ridere e riempie i teatri, tutto qui.
Con Staffelli: mica chiedo alle persone per chi votano
In un siparietto con Valerio Staffelli per la consegna del Tapiro d’oro il Carlo nazionale ci scherza su. “Se sapevo di Pucci? No, mica chiedo alle persone chi votano. L’ho visto a Zelig…Era divertente, fa sempre sold out nei teatri, la gente si diverte e quindi ho pensato che potesse essere giusto per fare piccoli interventi al Festival”. In fondo sono solo canzonette