Lo scandalo pedofilia
Caso Epstein, i Clinton pronti a testimoniare sotto giuramento: passa la linea repubblicana
L'ex presidente e la moglie dovranno deporre al Congresso: in caso di risposte mendaci rischieranno il carcere
Esteri - di Renato Sandri - 3 Febbraio 2026 alle 18:22
L’ex presidente degli Stati Uniti Bill Clinton e la moglie Hillary Clinton hanno accettato di testimoniare sotto giuramento nell’inchiesta parlamentare sui rapporti con il finanziere Jeffrey Epstein, dopo mesi di scontro con il presidente repubblicano della commissione di vigilanza della Camera, James Comer.
Per mesi, i Clinton avevano insistito sul fatto che non avrebbero ottemperato alle citazioni a comparire del deputato Comer, repubblicano presidente della commissione, che avevano definito “invalide e legalmente inapplicabili”. I due lo avevano accusato di far parte di un piano volto a prenderli di mira come avversari politici del presidente Trump e avevano promesso di combatterlo sulla questione per tutto il tempo necessario.
“Se non si risponderà in modo soddisfacente, procederemo con l’oltraggio“, ha detto il repubblicano In pratica, la commissione chiede chiarimenti riguardo al fatto che i Clinton hanno accettato le condizioni imposte dal mandato di comparazione: testimonianze filmate, trascritte e senza limite di tempo, spiegano fonti informate ai media americani.
Un presidente testimonierà 43 anni dopo Ford
Tuttavia, dopo che alcuni democratici della commissione si sono uniti ai repubblicani in un voto per incriminarli per oltraggio, i Clinton hanno accettato di testimoniare. In un’email gli avvocati dell’ex presidente e della moglie, hanno comunicato che i loro clienti “parteciperanno alle deposizioni in date concordate reciprocamente” e hanno chiesto che la Camera non proceda con il voto sull’oltraggio, previsto per mercoledì.
Non è chiaro ancora quando si terranno le deposizioni, ma sarà la prima volta che un ex presidente degli Stati Uniti testimonierà davanti a una commissione del Congresso dai tempi di Gerald Ford nel 1983.
E’ stato annunciato che l’esame della risoluzione per denunciare i Clinton per oltraggio al Congresso sarebbe stata rinviata. La presidente della Commissione per il regolamento della Camera, Virginia Foxx, ha dichiarato che la commissione di vigilanza ha bisogno di più tempo “per chiarire con i Clinton a cosa stessero effettivamente acconsentendo”.
Adesso rischiano il falso giuramento
L’accettazione della deposizione, secondo le indicazioni espresse dai repubblicani, comporta l’obbligo per entrambi di dire la verità. In caso contrario risponderebbero di dichiarazione falsa e di oltraggio al Congresso, condizioni che prevedono un insieme di sanzioni penali.
di Renato Sandri - 3 Febbraio 2026
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