Migranti, la svolta
Blocco navale, mazzata terribile alle Ong. La minaccia al governo Meloni? Ricorrere alle toghe rosse…
Fa male, malissimo, il nuovo provvedimento varato dal governo in materia di immigrazione, che introduce e regolamenta il ‘blocco navale’: La minaccia è, guarda caso, quella che su questo argomento funziona meglio. “Il ddl sui migranti arriverà in tribunale“, annuncia la rete internazionale delle Ong di cui fa parte Open Arms, i Casarini-boys, questa mattina, riunita per discutere il decreto varato ieri dal Consiglio dei ministri. “Bisogna dirla questa cosa, perché adesso noi stiamo attendendo l’iter parlamentare ma a un certo punto tutto questo arriverà in tribunale – spiega a LaPresse Valentina Brinis, advocacy officer di Open Arms -. In tribunale verrà ridiscusso tutto, perché ci sono tantissimi profili di irregolarità. Banalmente stiamo parlando di un blocco navale che va a limitare un tema fondamentale che è il diritto al soccorso, non solo il diritto a essere soccorsi, ma anche il dovere di un comandante di trarre in salvo chi si trova in difficoltà. Nel momento in cui si impedisce una cosa di questo tipo, ovviamente il provvedimento deve essere discusso in un’altra sede”. Giudici, dunque, per contestare le norme del governo: un grande classico in tempi di referendum, di polemiche sulla giustizia e sul ruolo delle toghe rosse. La replica del ministro Nordio, però, è lapidaria: “E’ tutto conforme alle regole europee: questo lo posso affermare perché nel consiglio dei ministri abbiamo attentamente valutato la conformità delle norme del decreto a quelle che sono le direttive europee e sono perfettamente in linea. Chi dice il contrario vuol dire che non conosce le normative europee”.
Migranti e blocco navale, la reazione delle Ong
Dopo la legge Piantedosi e il decreto Flussi, la stretta al soccorso civile nel Mediterraneo da parte del Governo Meloni, dunque, potrebbe mettere fuori gioco i “taxi” del mare. Le Ong non ci stanno: “Un insieme di misure che non mirano a governare i flussi di persone in movimento, ma a colpire e bloccare le navi umanitarie con il risultato di aumentare il numero di chi perde la vita in mare”, dicono con una nota congiunta Alarm Phone, Emergency, Medici Sena Frontiere, Mediterranea Saving Humans, Open Arms, ResQ People Saving People, Sea-Watch, Sos Humanity e Sos Mediterranee, per le quali il disegno di legge che approderà in Parlamento rischia di “fare dell’Italia la prima nel recepire il nuovo Patto europeo su migrazione e asilo, segnando un grave arretramento nelle tutele dei diritti fondamentali“. Le nuove norme accelerano procedure di frontiera e rimpatri, ampliano la lista dei cosiddetti ‘Paesi di origine sicuri’, in cui vengono ricompresi pure Egitto e Tunisia, e facilitano il trasferimento dei richiedenti asilo verso Stati terzi “anche senza legami reali”.
A mettere in pericolo lo Stato di diritto, secondo le Ong, è il Governo che sceglie di “sospendere la legalità nelle città e in mare, di limitare il diritto d’asilo, di criminalizzare chi manifesta o chi salva vite”, dicono ancora Alarm Phone, Emergency, Medici Sena Frontiere, Mediterranea Saving Humans, Open Arms, ResQ People Saving People, Sea-Watch, Sos Humanity e Sos Mediterranee.