Dal Lazio alla Calabria
Anm ‘regina’ delle gaffe: annullata la serata al circolo GdF per finanziare il comitato per il no
L'evento è stato segnalato da Il Giornale ma dall'associazione dicono di non saperne nulla. Intanto Tribunale di Reggio Calabria tappezzato di manifesti contro la riforma della giustizia in vista del voto referendario
Si arricchisce l’elenco di scivoloni compiuti dall’Associazione nazionale magistrati in questa campagna referendaria sulla riforma della giustizia, che terminerà con il voto del 23 e 24 marzo.
L’ultimo caso, scoperto e raccontato dal quotidiano Il Giornale, è praticamente finito prima di iniziare e chiunque l’abbia organizzato si è ben guardato dal rivendicarne la paternità. Si tratta di una serata evento promossa attraverso un volantino passato di chat in chat sui telefoni. Il quotidiano riporta la grafica e il suo contenuto: “Vi aspettiamo alla prima festa del distretto, mercoledì 4 marzo 2026 ore 20.30. Buffet & dj set – 60 euro”. E a chi si è chiesto come possa costare 60 euro una cena a buffet, è bastato leggere qualche riga più giù: “Il ricavato sarà devoluto al comitato Giusto dire no”, ragion per cui era stato inserito anche l’iban per il pagamento, riconducibile all’Anm di Roma.
Il problema è la location: il circolo della GdF
L’appuntamento, che nel volantino portava l’intestazione dell’Anm Lazio, in ogni caso è stato annullato. Quello che però non si può non notare è la sede scelta per l’iniziativa: Villa Spada, location romana del Circolo della Guardia di Finanza.
Dall’Anm dicono di non saperne nulla ma dalla ricostruzione fatta dai giornalisti, anche attraverso fonti qualificate e dopo aver contattato anche la GdF pare che “l’Anm avesse ottenuto la sala a seguito di una richiesta ufficiale pervenuta per mail alla Finanza, in cui però le toghe rosse avevano indicato che si trattava di un «evento di carattere conviviale», senza fare minimamente riferimento al fatto che la festa della sezione, in realtà, fosse l’occasione per raccogliere fondi per il No”. Proprio questa omissione sulle finalità avrebbe un senso visto il regolamento di Villa Spada, che – sempre secondo il Giornale – pone «il divieto assoluto di concedere la location per eventi di carattere politico o commerciale», spiega una fonte qualificata.
Intanto nel Tribunale di Reggio Calabria affissi i manifesti per il no
Insomma, i togati avrebbero agito all’insaputa della GdF, ipotesi sostenuta da molti, anche da esponenti politici. Ma non è tutto, perché nelle scorse ore un altro caso ha fatto molto discutere e riguarda sempre l’Anm: i manifesti a favore del no affissi dalle toghe rosse all’interno del Tribunale di Reggio Calabria. Secondo la Giunta esecutiva dell’Anm reggina si tratta di «libertà di espressione di tutti i magistrati» per l’Unione Camere Penali Italiane invece: «Quei luoghi sono affidati alla magistratura per l’esercizio della iurisdizione in nome del popolo italiano, non per farne strumento di propaganda». Insomma a poco meno di un mese dal referendum le gaffe non mancano e chissà quante altre ne dovranno vedere i cittadini prima del voto di marzo.