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Volodymyr Zelensky e Donald Trump a Davos

Le trattative

Zelensky vede Trump e annuncia il primo trilaterale Usa-Ucraina-Russia negli Emirati Arabi

Dopo un'ora di colloquio, entrambi i presidenti parlano di un incontro positivo. Trump: «Presto metterò fine all'ottava guerra». Zelensky cita "Il giorno della marmotta" e scuote l'Europa: «Sembra smarrita. Non possiamo accettare che sia solo un insieme di potenze piccole e medie. Uniti siamo invincibili»

Esteri - di Federica Parbuoni - 22 Gennaio 2026 alle 16:19

È atteso per domani e dopodomani, negli Emirati Arabi, il primo trilaterale tra Usa, Russia e Ucraina. A renderlo noto è stato Volodymyr Zelensky al termine dell’incontro a Davos con Donald Trump, durato circa un’ora. Un incontro «positivo», «produttivo e sostanziale», lo ha definito il presidente ucraino. «Spero che gli Emirati ne siano a conoscenza. Sì. A volte riceviamo delle sorprese da parte americana», ha detto rispondendo a una domanda dei giornalisti, come riporta Sky News. «I documenti volti a porre fine a questa guerra sono quasi pronti, e questo è davvero importante. L’Ucraina sta lavorando con assoluta onestà», ha detto ancora Zelensky, aggiungendo che «la Russia deve essere pronta a porre fine a questa guerra».

Trump: «Incontro con Zelensky positivo. Metterò fine all’ottava guerra»

Si tratta delle stesse parole usate da Trump, che a sua volta ha definito «positivo» il bilaterale. «Questa guerra deve finire», ha detto poi Trump, rispondendo a una domanda dei giornalisti su quale fosse il suo messaggio per Putin, che nelle prossime ore a Mosca incontrerà gli inviati americani Steve Witkoff e Jared Kushner. Poco prima, durante la cerimonia per il Board of peace, Trump aveva detto che «ora abbiamo la pace in Medio Oriente» e, ribadendo di aver messo fine a sette guerre, aveva aggiunto che «un’altra finirà molto presto», proprio in riferimento all’Ucraina: «Stiamo facendo molti progressi».

Le delegazioni ai negoziati di Abu Dhabi

Secondo indiscrezioni di Axios, Witkoff e Kushner saranno anche inviati ad Abu Dhabi, dove per l’Ucraina saranno presenti il capo dell’ufficio presidenziale Kyrylo Budanov, il segretario del Consiglio per la sicurezza Rustem Umerov e il diplomatico di lungo corso Sergiy Kyslytsya, mentre per la Russia ci saranno il manager e negoziatore di Putin Kirill Dmitriev e il capo dell’intelligence militare.

Di cosa hanno discusso i due presidenti

In un post su X, Zelensky ha poi aggiunto qualche dettaglio sui contenuti del colloquio: «Abbiamo discusso del lavoro dei nostri team e praticamente ogni giorno ci sono riunioni o comunicazioni. I documenti ora sono preparati ancora meglio. Oggi abbiamo anche parlato della difesa aerea dell’Ucraina. Il nostro precedente incontro con il presidente Trump ha contribuito a rafforzare la protezione dei nostri cieli e spero che anche questa volta riusciremo a rafforzarla ulteriormente». Zelensky ha quindi precisato di aver ringraziato Trump per «il precedente pacchetto di missili di difesa aerea e ne ho chiesto uno aggiuntivo».

L’intervento di Zelensky al Forum di Davos

Nel suo intervento al Forum, Zelensky si è soffermato a lungo sul ruolo dell’Europa, lamentando una debolezza della sua azione. «Tutti ricordano il grande film americano Groundhog Day (Il giorno della marmotta, ndr), ma nessuno vorrebbe vivere così, ripetendo la stessa cosa per settimane, mesi e naturalmente anni. Eppure, è esattamente così che viviamo ora», ha detto Zelensky, aggiungendo che «un anno fa dicevo che l’Europa deve sapere come difendersi, è passato un anno e nulla è cambiato».

Il presidente ucraino cita “Il giorno della marmotta”

Il presidente ucraino ha parlato del fatto che «ogni anno porta nuove sfide all’Europa, che distolgono l’attenzione da altri problemi», citando il caso della Groenlandia, e ha aggiunto che «invece di diventare una potenza veramente globale, l’Europa rimane un affascinante ma frammentato caleidoscopio di potenze piccole e medie. Invece di assumersi la responsabilità decisiva di difendere la libertà in tutto il mondo, soprattutto ora che l’attenzione dell’America si sta spostando altrove, l’Europa sembra smarrita».

L’affondo sulla debolezza dell’Europa: «Sembra smarrita»

«Alcuni cercano di convincere il presidente degli Stati Uniti a cambiare rotta. Ma lui non cambierà. Il presidente Trump ama ciò che è. Dice di amare l’Europa, ma non ascolterà questo tipo di Europa», sono state ancora le parole di Zelensky, secondo il quale l’Unione Europea avrebbe «concesso una vittoria a Putin» con il mancato utilizzo dei beni russi congelati per finanziare il sostegno all’Ucraina. «Cosa manca il tempo e la volontà politica?», ha chiesto Zelensky, criticando anche la mancanza di progressi nella creazione di un tribunale speciale per l’aggressione russa presso la Corte penale internazionale (Cpi).

Il richiamo sulla necessità di essere «una forza globale, che definisce il futuro»

Trump, ha proseguito, «ha condotto un’operazione in Venezuela in cui è stato arrestato Nicolas Maduro, e c’erano opinioni diverse su questo. Ma rimane il fatto che Maduro è sotto processo a New York, e mi dispiace ma Putin non lo è». «Tutti sono molto positivi ma, e c’è sempre un “ma”, è sempre necessaria la rete di protezione del presidente Trump», ha detto ancora Zelensky, per il quale «l’indipendenza dell’Ucraina è necessaria perché domani potreste dover difendere il vostro stile di vita». «L’Europa sembra ancora più una questione di geografia, storia e tradizione che una vera forza politica. Non una grande potenza. Non dovremmo accettare l’idea che l’Europa sia solo un insieme di potenze piccole e medie, condite con nemici dell’Europa. Quando siamo uniti, siamo davvero invincibili. L’Europa può e deve essere una forza globale. Non una forza che reagisce in ritardo, ma una forza che definisce il futuro».

 

 

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di Federica Parbuoni - 22 Gennaio 2026