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“Voglio uccidermi anch’io, ma non ho il coraggio”. L’urlo dal carcere del femminicida Claudio Carlomagno

Anguillara

“Voglio uccidermi anch’io, ma non ho il coraggio”. L’urlo dal carcere del femminicida Claudio Carlomagno

Cronaca - di Marta Lima - 26 Gennaio 2026 alle 08:20

Vorrebbe farla finita, non ne ha il coraggio, quello stesso “coraggio”, chiamiamolo così, che invece ha avuto nell’ammazzare e infierire sul cadavere della moglie, Federica Torluzzo. Claudio Carlomagno, nella cella del carcere di Civitavecchia, continua a ripetere “voglio uccidermi ma non ho il coraggio”. L’uomo, accusato del femminicidio della moglie Federica Torzullo, uccisa ad Anguillara Sabazia. Dopo aver appreso della scomparsa dei suoi genitori, Maria Messenio e Pasquale Carlomagno, trovati impiccati nel giardino della loro abitazione., l’assassino avrebbe confessato ai suoi legali di pensare egli stesso a un gesto estremo.

Claudio Carlomagno vuole uccidersi o recita?

L’agenzia LaPresse che cita fonti penitenziarie. Claudio Carlomagno è sorvegliato a vist in una cella priva di suppellettili e indossa slip di carta. Gli è stata data solo una coperta per il freddo, come previsto dai protocolli in caso di rischio autolesionistico, ed è stata intensificata la misura della sorveglianza a vista. Più volte, in questi giorni, avrebbe manifestato intenzione suicidarie.

A quanto si apprende potrebbe tenersi tra domani e dopodomani l’autopsia sui corpi dei genitori di Claudio Carlomagno, trovati impiccati ieri nella casa di Anguillara, in provincia di Roma. Anche se non ci sarebbero dubbi sul suicidio da parte di entrambi, in ogni caso dall’esame autoptico potranno arrivare elementi utili alle indagini.

I legali: “I genitori di Claudio messi alla gogna”

“Questa vicenda dimostra più che mai che anche i familiari di chi commette un reato così grave sono vittime, vittime di un crimine le cui conseguenze si estendono dolorosamente anche a chi non ne ha alcuna responsabilità, una catabasi, una discesa agli inferi che i signori Carlomagno non sono riusciti tragicamente a sopportare. Le ragioni dietro a questo terribile gesto sono state spiegate in una lettera al loro altro figlio Davide, in merito alla quale occorre rispetto e privacy”. Così l’avvocato Andrea Miroli, difensore di Claudio Carlomagno, reoconfesso del femminicidio di Federica Torzullo, dopo il suicidio dei genitori del suo assistito, trovati impiccati sabato in casa. “Purtroppo ancora ieri però si leggevano sui social messaggi come ‘quella donna ha fatto bene ad ammazzarsi avendo partorito un mostro’. Leggendo questo e sapendo quanto la pressione mediatica possa turbare le coscienze di chi si trova a vivere queste tremende situazioni, dovremmo forse tutti esercitarci – sottolinea il penalista – in una pedagogia collettiva affinché certe vicende non straripino dai confini prettamente giuridici”. “Il mio pensiero adesso va non solo al mio assistito (che ne è venuto a conoscenza ed è sorvegliato a vista) e a come affronterà questa terribile notizia, ma anche a suo figlio che in pochi giorni ha perso la mamma, i nonni e per molto tempo il padre”, conclude.

 

 

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di Marta Lima - 26 Gennaio 2026