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Violenza sessuale, Bongiorno: “Presto nuovo testo sul consenso. Deve essere riconoscibile”

Stop strumentalizzazioni

Violenza sessuale, Bongiorno: “Presto nuovo testo sul consenso. Deve essere riconoscibile”

Politica - di Alessandra Parisi - 7 Gennaio 2026 alle 18:54

Presto in commissione Giustizia del Senato un nuovo testo in cui il consenso sia ‘riconoscibile’ nella definizione del reato di violenza sessuale a firma Giulia Bongiorno. “Credo che sia importante”, ha detto la senatrice leghista al termine della commissione che presiede. “Per evitare quelle che sono state considerate possibili strumentalizzazioni. Evitare cioè che questo consenso sia un concetto che non sia ancorato a nulla. Introdurre la riconoscibilità del consenso, questa è la novità che ho illustrato. Io credo che il reato sussiste qualora non ci sia un consenso riconoscibile in base al contesto”.

Violenza sessuale, Bongiorno: serve ancora il concetto di consenso alla realtà

Così al termine della seduta della Commissione sul ddl, approvato dalla Camera, che prevede l’introduzione nel Codice penale del principio del consenso nella definizione di violenza sessuale. “Sottoporrò alla Commissione – ha spiegato all‘Adnkronos la parlamentare- un testo in cui resti il consenso al centro della fattispecie, connotato dalla riconoscibilità”. Il via libera al provvedimento nelle sua prima versione, già approvato alla Camera, su cui c’era stata convergenza tra il premier Meloni e la leader dem, Schlein, era slittato in Senato per la richiesta di approfondimenti delle forze di maggioranza.

Bisogna evitare strumentalizzazioni, diversificare le fattispecie

“La mia proposta, l’ho sottoposta a tutti. La caratteristica è fare in modo che il consenso resti centrale. Ma bisogna evitare strumentalizzazioni perché deve essere riconoscibile. Dopodiché voglio diversificare le varie fattispecie di violenza. Cioè da un lato la violenza per costrizione e per minaccia. Dall’altro la violenza per mancanza di consenso, con sanzioni diverse. E voglio – ha proseguito Bongiorno – riempire di contenuto l’attenuante che è già prevista per i fatti di minore gravità, cioè stabilire quali sono questi fatti di minore gravità”.

Nuova riunione in agenda la prossima settimana

Il momento della verità potrebbe essere la prossima settimana quando è in agenda un’ulteriore riunione. “Cercherò di capire se c’è un orientamento convergente su questi punti. È possibile che io presenti un testo con questi elementi ai quali ho fatto cenno”. Poi un chiarimento necessario dopo le urla allo scandalo al momento del via libera della Camera al testo di legge. “Probabilmente non si sa che già ora è così. Nel senso che è già previsto, perché l’ha deciso la Cassazione, che c’è reato ogni volta che manca il consenso, quindi si trattava solo di scrivere una cosa che è già prevista”. Io – conclude Bongiorno – vorrei fare un passo in più, un passo avanti. Cioè cercare di fare in modo che se una persona denuncia dicendo ‘io non avevo dato il consenso’, questo consenso in qualche modo doveva averlo manifestato, fatto capire. Il tema non è tanto un ‘consenso-dissenso’. Quanto che l’altra persona si possa rendere conto di quello che tu vuoi, altrimenti il rischio è che ci possa essere un pentimento di qualcosa fatta col consenso”. Bisogna “ancorare il consenso a una riconoscibilità, è questa secondo me la possibilità del punto di equilibrio”. Il testo, viene confermato, è atteso che arrivi in Aula il 10 febbraio.

 

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di Alessandra Parisi - 7 Gennaio 2026