CERCA SUL SECOLO D'ITALIA

Violenza antifascista su agenti e civili negli Usa: così i gruppi “antagonisti” fanno la guerra a Trump

I nomi delle sigle

Violenza antifascista su agenti e civili negli Usa: così i gruppi “antagonisti” fanno la guerra a Trump

Esteri - di Gabriele Caramelli - 27 Gennaio 2026 alle 18:25

Esistono gruppi antifascisti che stanno cercando in ogni modo di destabilizzare gli Usa. Ed è per questo che il governo americano ha deciso di metterli fuori legge. Come riporta Abc news, un agente dell’Ice è stato aggredito da un manifestante pro-immigrazione a Minneapolis, che gli ha staccato una parte del dito con un morso. Una notizia sconvolgente, che ha trovato l’attenzione dell’assistente segretario per la sicurezza nazionale Tricia McLaughlin. La funzionaria, che ha pubblicato le immagini raccapriccianti dell’attacco sui social, ha informato gli utenti che il poliziotto «perderà il dito» dopo quanto accaduto.

Il 18 gennaio 2026, l’influencer di destra Andy Ngo ha pubblicato un video su X, che ritraeva un ragazzo mentre veniva strattonato da un corteo di antagonisti a volto coperto. Il motivo? La vittima aveva scelto di indossare una felpa con la bandiera americana. Tra le frasi raccapriccianti urlate dagli estremisti di sinistra ce n’è una che ha lasciato il segno:«Togliti la maglia e non ti farai male». Ma non finisce qui, perché i pericoli per la sicurezza americana riguardano anche l’impegno di alcune sigle della sinistra radiale nelle manifestazioni. Altro che Black Panthers e il resto dei “fantasmi del passato”, ora l’amministrazione Trump rischia di dover fare i conti anche con i nuovi gruppi antagonisti.

Violenza antifascista su agenti e civili negli Usa: ecco chi vuole fare la guerra a Trump

Tra i gruppi di estrema sinistra che hanno animato le proteste a Minneapolis, dopo la morte di Renee Good, c’è Indivisible twin cities. L’associazione fa parte dell’Indivisibile project a Washington, che si autodefinisce come un movimento per per sconfiggere “l’agenda Trump”. Secondo il New York Post, l’ultima sigla ha ricevuto 7.850 milioni da Open society foundations di George Soros tra il 2018 e il 2023. Tra le altre organizzazioni che si sono riunite alle proteste anti-Ice c’è anche il Council on American-Islamic Relations, il cui direttore esecutivo cittadino, Jaylani Hussein, ha presenziato alle proteste di Minneapolis.

I leader delle manifestazioni anti-Ice

Tra i leader delle proteste contro gli agenti dell’immigrazione c’è anche Edwin Torres DeSantiago, che dirige l’Immigrant Defense Network. Si tratta di un organizzazione che si descrive come un “gruppo ombrello” per più di 90 organizzazioni non profit e gruppi religiosi, che lavorano per “proteggere i diritti degli immigrati”. Dopo la morte dell’attivista Renee Good, Santiago ha accusato il presidente Trump di seminare «terrore e caos» a Minneapolis. Infine, il 22 gennaio, la Polizia ha arrestato anche la leader dei Black Lives Matter, Nekima Levy Armstrong, che secondo il segretario della Giustizia Pam Bondi «avrebbe svolto un ruolo chiave nell’organizzazione dell’attacco coordinato alla “Chiesa delle Città” a St. Paul, in Minnesota».

 

 

Non ci sono commenti, inizia una discussione

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

di Gabriele Caramelli - 27 Gennaio 2026