La svolta "americana"
Venezuela, Italia in campo. Meloni sente la Machado, anti-Maduro e Nobel per la Pace: “Si apre una nuova pagina”
Ore di fibrillazione, in Venezuela, dopo il blitz americano che ha portato alla rimozione e all’arresto del tiranno comunista Maduro. In sella, la vice presidente Delcy Rodriguez, la cui legittimità è stata messa in dubbio subito dal segretario di Stato Rubio, mentre Trump l’ha avvisata sui futuri comportamenti. Ma avanza la possibilità che un ruolo possa essere svolto da Maria Corina Machado, leader dell’opposizione in Venezuela, filo-americana e premio Nobel per la Pace nel 2025.
Dall’Italia, la premier le ha teso la mano. Il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha avuto con la Machado una conversazione telefonica sulle prospettive di una transizione pacifica e democratica in Venezuela. Secondo quanto rende noto Palazzo Chigi, “nel corso della telefonata è stato condiviso come l’uscita di scena di Maduro apra una nuova pagina di speranza per la popolazione del Venezuela, che potrà tornare a godere dei principi base della democrazia e dello Stato di diritto”.
Il ruolo degli Usa nei nuovi assetti
Su Machado Rubio non ha chiuso, ma ha preso tempo, spiegando che gli Stati Uniti non ritengono legittimo il regime attualmente al potere. “Ci sono persone che possono effettivamente apportare dei cambiamenti”, ha proseguito, avvisando però che ciò è diverso dal riconoscere la legittimità del governo venezuelano, che deriverà da un periodo di transizione bisognoso di tempo e da un’elezione ancora “prematura”. María Corina Machado? “E’ fantastica, ma la realtà immediata è che, purtroppo e tristemente, la stragrande maggioranza dell’opposizione non è più presente all’interno del Venezuela”. Quindi ha indicato la strada: “Collaboreremo con i funzionari venezuelani se prenderanno le decisioni giuste”, tenendo conto degli interessi americani, quindi fermando il traffico di droga, il flusso di migranti e aprendo alle major petrolifere Usa. Gli Usa giudicheranno “non dalle parole ma dai fatti“, ha ammonito Rubio, evocando le molte leve nelle mani Usa e chiarendo che “non c’è nessuna invasione ma solo un’operazione di arresto” che “non richiedeva l’ok del Congresso”.