La madre di tutte le intese
Ue-India, l’accordo da record che ridisegna le rotte del commercio globale
Un taglio ai dazi senza precedenti, aperture mirate su auto e agroalimentare e un asse strategico che va oltre il mercato. Modi: “Ci saranno benefici mondiali”
Il gioco è fatto: «Abbiamo concluso la madre di tutti gli accordi». Nelle sale della Hyderabad House di Nuova Delhi, all’indomani della parata per la Festa della Repubblica che l’ha vista ospite d’onore, Ursula von der Leyen appare tutta sorridente, quasi elettrizzata quanto il blu acceso del suo outfit. Accanto al leader indiano Narendra Modi, nelle foto l’entusiasmo è evidente: è l’approdo di quasi vent’anni di negoziati intermittenti, tra riprese, stop e rallentamenti. Ma prima ancora che una svolta politica, è una scommessa sui numeri: due miliardi di persone coinvolte, economie che insieme rappresentano quasi un quarto del Pil mondiale, un interscambio già oltre i 180 miliardi di euro l’anno e circa 800 mila posti di lavoro sostenuti nell’Unione.
Ue-India, c’è l’intesa
Insomma, un accordo da record. Se davvero i testi saranno formalizzati entro quest’anno e l’entrata in vigore arriverà «già all’inizio del prossimo», come filtra da Bruxelles, l’accordo promette di alleggerire la dogana indiana di un costo stimato in 4 miliardi di euro per le imprese europee.
Non si tratta di un ritocco: vuol dire abbattere, passo dopo passo, quasi tutti i dazi che oggi rallentano e rincarano l’ingresso delle merci europee in India.
Non restare ostaggio di un solo mercato
La vera spinta è arrivata nell’ultimo anno, quando Bruxelles e Nuova Delhi hanno sentito la stessa esigenza: non restare ostaggio di un solo mercato. Da qui l’urgenza di diversificare, anche per rispondere alle tariffe imposti dagli Stati Uniti di Donald Trump, 15% sull’Ue e 50% sull’India.
Von der Leyen, che pochi giorni prima ha incassato inciampi parlamentari sull’intesa con il blocco sudamericano Mercosur, qui cambia registro e punta dritto al bersaglio: «È la storia di due giganti che scelgono il partenariato in una logica vincente per entrambi. E che mandano un messaggio forte: la cooperazione è la risposta migliore alle sfide globali».
Modi non resta sullo sfondo e stringe la cornice con una frase: «È un giorno storico: le due più grandi democrazie del mondo lavorano insieme e ci saranno benefici globali».
«In questo processo, il rapporto politico diretto costruito dal presidente del Consiglio Giorgia Meloni con il primo ministro Narendra Modi ha avuto un ruolo di accelerazione determinante», dichiara da Roma Antonio Giordano, deputato di Fratelli d’Italia, segretario generale di Ecr Party.
Dazi che scendono, settori che si muovono
Le automobili europee, oggi colpite da dazi fino al 110% prima di finire sulle strade indiane, scenderebbero subito al 30-35%, per poi avvicinarsi gradualmente al 10%.
Ma non è un’apertura senza condizioni: vale per un contingente di 250 mila veicoli l’anno e solo per modelli sopra i 15 mila euro. Una corsia tracciata, non un varco totale.
Altrove, invece, il taglio è più netto: spariscono le maxi-aliquote su componentistica, macchinari, acciaio, alluminio, farmaci e aeromobili. E nei servizi – dalla finanza al trasporto marittimo fino alle telecomunicazioni – Bruxelles rivendica per le proprie imprese “un accesso privilegiato”. «Con l’Accordo l’Europa compie un passo strategico che apre nuove opportunità anche per le imprese italiane, in settori chiave», sottolinea Emanuele Loperfido.
L’agroalimentare, senza scosse
Sul fronte agroalimentare, quello che con il Mercosur ha acceso piazze e campagne, l’impianto resta calibrato: aperture selettive e paletti chiari. Fuori dalle liberalizzazioni rimangono riso, zucchero, latte, carne di manzo e di pollo.
Dentro, invece, entrano prodotti simbolo dell’export europeo. In concreto: il vino, oggi tassato al 150%, vedrà il dazio dimezzarsi subito al 75% e poi scendere nei prossimi cinque anni fino al 20-30%. I liquori passeranno dal 150% al 40%, la birra dal 110% al 50%.
L’olio d’oliva, eccellenza che qui finora pagava il 45%, viene indicato come merce “esente da balzelli”. Tariffe zero anche per succhi e alimenti trasformati come pane, pasta, biscotti, dolci e cioccolato. «Siamo all’inizio di un percorso» che potrà offrire opportunità, ma sarà decisivo verificare «condizioni di equilibrio e reciprocità», puntualizza comunque la deputata Ylenja Lucaselli.
Le aspettative indiane e la partita tessile
L’India, dal canto suo, guarda al tessile con appetito dichiarato: l’aspettativa è quintuplicare l’export verso l’Unione fino a 30-35 miliardi, partendo dai 7 miliardi di dollari attuali.
E mentre si negozia un accordo separato sulle indicazioni geografiche «contro le imitazioni», l’intesa scorre anche fuori dal commercio.
Oltre il commercio: sicurezza e corridoi strategici
«Un passaggio decisivo, ma il suo valore va oltre il commercio», aggiunge Giordano che, da copresidente del gruppo interparlamentare italiano per l’Imec, sottolinea come l’accordo consenta al corridoio strategico di entrare «finalmente nella sua fase avanzata, trasformandosi da visione strategica a infrastruttura concreta e diventando l’asse logistico, industriale e geopolitico nello spazio indo-mediterraneo».
Nel pacchetto di intese sono presenti anche punti riguardanti difesa e mobilità per attrarre nell’Ue lavoratori altamente qualificati, stagionali, studenti e ricercatori; promesse di cooperazione su sicurezza marittima, cyber e antiterrorismo; oltre alla possibilità di produrre insieme per le rispettive industrie della difesa.