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Uccide e seppellisce i due figli nel giardino di casa, Chiara Petrolini era capace di intendere e volere

La perizia

Uccide e seppellisce i due figli nel giardino di casa, Chiara Petrolini era capace di intendere e volere

Cronaca - di Alessandra Parisi - 26 Gennaio 2026 alle 16:52

Chiara Petrolini è stata ritenuta capace di intendere e di volere al momento dei fatti. È l’esito della perizia psichiatrica disposta dalla Corte d’Assise di Parma e firmata dalle perite Marina Carla Verga e Laura Ghiringhelli sulla 22enne accusata di aver ucciso e sepolto i due figli nel giardino di casa a distanza di un anno l’uno dall’altro. I bambini erano nati rispettivamente nell’aprile del 2023 e nell’agosto del 2024.Le perite non hanno infatti identificato una patologia che possa aver inciso sulla capacità dell’imputata, ritenuta anche capace di stare in giudizio. La ragazza viene comunque definita soggetto immaturo e fragile, meritevole di un trattamento e percorso di cura non così differente da quelli dedicati per minori.

Uccide e seppellisce i figli, Petrolini è capace di intendere e volere

Alle psichiatre che l’hanno analizzata per conto dei giudici della Corte di assise Chiara Petrolini appare immatura. Rispetto al comportamento osservabile, mostra un aspetto infantile, non sempre adeguato al contesto nei modi, e nelle espressioni. La ragazza risulta immatura anche rispetto alle tappe evolutive, osservano le perite Marina Carla Verga e Laura Ghiringhelli. Raggiunte solo “in vestigia” e non nella realtà. Con un adattamento superficiale a quello che la giovane imputata immagina sia ciò che da lei ci si possa aspettare e “una evidente dissonanza tra la sensazione soggettiva e l’immagine che mostra all’eterno, iperadattata”. La perizia sarà discussa nell’udienza del 13 febbraio.

La perizia verrà discussa il 13 febbraio

“Le conclusioni sono nel senso di aver ritenuto la signora Petrolini capace di stare in giudizio. E aver ritenuto l’assenza di patologie psichiatriche, che possano avere inciso sulla capacità di intendere e di volere al momento dei fatti”. Così Monica Moschioni, che assiste Samuel Granelli, padre dei due bambini, costituitosi parte civile. Non c’è una una spiegazione soddisfacente a comprendere la ripetizione della gravidanza. Secondo le perite non si può dire che chi ha vissuto un’esperienza come Chiara sia a maggior rischio di poterla ripetere. E non bastano le giustificazioni offerte dalla ragazza: “Ho cercato la seconda gravidanza perché la prima è andata male, il secondo (figlio) era un po’ una rivincita verso me stessa”. Vengono escluse anche altre ipotesi come la ripetizione di un trauma o la valenza strumentale. Ovvero una nuova richiesta di essere vista  letta come una sorta di sfida, di “rivincita e di trionfo sull’altro”.

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di Alessandra Parisi - 26 Gennaio 2026