L'ultima sfida di Donald
Trump fa causa al fisco per 10 miliardi: chiede il risarcimento per una fuga di notizie sul suo reddito
Una nuova battaglia in tribunale attende Donald Trump, ma stavolta per sua iniziativa. Il presidente americano ha fatto causa al fisco, assieme ai suoi due figli, chiedendo 10 miliardi di dollari di danni. Il motivo? L’international revenue service, che si occupa della riscossione delle tasse, non avrebbe ostacolato le fughe di notizie sui redditi di The Donald nel corso del primo mandato. Trump si era rifiutato di pubblicare le informazioni, così come avevano fatto i suoi predecessori, per una scelta personale. In sostanza, la causa nasce per dimostrare che la sua stessa amministrazione, in fin dei conti, non ha protetto la sua privacy e consentendo proprio a un dipendente di un agenzia statale di violare la riservatezza.
Trump fa causa al fisco per 10 milioni di dollari: un dipendente aveva violato la sua riservatezza
Il dipendente dell’agenzia fiscale americana che ha violato la privacy di Trump, Charles Littlejohn, è stato già condannato nel 2024 a cinque anni di carcere. Attualmente, l’inquilino della Casa Bianca sostengono che l’Irs e il Tesoro dovessero tutelare la dichiarazione dei redditi. Eppure le misure di sicurezza non sono state adottate. Dunque, secondo i legali del tycoon, l’Irs ha causato «danni finanziari e reputazionali, umiliazione pubblica» e «danneggiato la reputazione pubblica del presidente».
La rivincita del tycoon
A ottobre 2025, gli avvocati di Donald Trump hanno chiesto al dipartimento di Giustizia circa 230 milioni di dollari, per bilanciare le precedenti indagini penali e federali eseguite su di lui. Inoltre, il presidente ha fatto causa al New York Times e alla casa editrice Penguin Random House per 15 miliardi di dollari accusandoli per aver scritto articoli e pubblicato un libro che, secondo lui, puntava a sabotare le sue possibilità elettorali nel 2024. Tra le altre vicende giudiziarie, The Donald ha persino intentato un’altra causa da 10 miliardi di dollari al Wall Street Journal, per un articolo che parlava di un augurio di compleanno al finanziere Jeffrey Epstein. Altri 10 miliardi di dollari sono stati richiesti alla Bbc, dopo l’inchiesta del Telegraph che ha svelato come il discorso prima dell’attacco al Campidoglio del 6 gennaio 2021 sia stato manomesso.
La denuncia contro l’Irs: ecco cosa c’è scritto
Nella denuncia presentata giovedì da Trump e dagli altri querelanti, si cita il fatto che siano già stati pubblicati 8 articoli dal New York times e altri 50 da Pro Pubblica sulla base delle divulgazioni di Littlejohn. In conclusione, gli annunci sul reddito «hanno causato ai querelanti danni reputazionali e finanziari, imbarazzo pubblico, hanno ingiustamente macchiato la loro reputazione aziendale, li hanno ritratti sotto una falsa luce. E hanno influenzato negativamente il presidente Trump e la reputazione pubblica degli altri querelanti».