CERCA SUL SECOLO D'ITALIA

Svizzera, nella tragedia di vittime e feriti, il dramma dei dispersi italiani e il giallo del riconoscimento di Emanuele Galeppini

Strage di Crans Montana

Svizzera, ore di angoscia e speranze appese a un filo: il giallo del riconoscimento di Emanuele Galeppini e il dramma dei feriti “senza nome”

Tajani: «Le autorità svizzere hanno identificato sei cadaveri e tra loro non ci sono italiani'', ma ''aspettiamo di avere conferme su eventuali vittime italiane, cosa da non escludere». E Bertolaso aggiunge: «Due dei ragazzi attualmente ricoverati in Svizzera non sono stati ancora identificati ufficialmente»

Cronaca - di Greta Paolucci - 3 Gennaio 2026 alle 12:06

Il bilancio della tragedia in Svizzera tra le mura del locale Le Constellation resta sospeso in un limbo di incertezze e dolore. Mentre le autorità svizzere lavorano senza sosta e gli inquirenti, alle prese con le indagini sulla tragedia confermano che al momento non c’è nessuna ipotesi di reato e nessun indagato per l’incendio al disco bar di Crans-Montana – lo spiega Beatrice Pilloud, procuratrice generale del Cantone Vallese, in un’intervista alla televisione svizzera Rts, confermando la presenza di una uscita di sicurezza nel locale – il Ministro degli Esteri Antonio Tajani ribadisce che, al netto delle possibilità di vittime italiane, tra le prime sei salme identificate ufficialmente non figurino connazionali.

E una prima parziale conferma arriva ora dall’ambasciatore italiano in Svizzera, Gian Lorenzo Cornado, a margine di un punto stampa a Crans Montana: «4 vittime già identificate, nessun italiano». Gli ultimi aggiornamenti delle autorità locali svizzere sono di 121 feriti, di cui 5 ancora non identificati, e 40 vittime di cui 4 identificate che sono già state restituite alle famiglie». Il diplomatico, dunque, ha escluso, per il momento, la presenza di vittime italiane. «In base ai dati della Farnesina – ha quindi aggiunto – abbiamo 14 feriti di nazionalità italiana, 7 dei quali ricoverati in Svizzera, 7 al Niguarda e 6 dispersi». Ancora incerte le sorti di Sofia Prosperi, ragazza italiana che era presente all’interno del locale andato a fuoco la notte di Capodanno.

Strage in Svizzera, ore di indagini, dolore e angoscia. Nel dramma, il giallo di Emanuele Galeppini

E, su tutto, incombe con tutto il suo potenziale di ansia e flebili speranze, il giallo del riconoscimento di Emanuele Galeppini, come il dramma dei feriti ancora non identificati. Al centro della immane tragedia che ha coinvolto anche nostri ragazzi – a partire dalla morte della 16enne milanese Chiara Costanzo – in queste ore c’è infatti la figura di Emanuele Galeppini, promessa del golf di soli 17 anni.

Dato inizialmente per morto da alcune istituzioni sportive — con tanto di condoglianze ufficiali giunte da Genova e dalla Federazione Golfla sua scomparsa non è ancora stata certificata. La famiglia, chiusa in un dignitoso e devastante dolore, frena ogni annuncio definitivo: «Aspettiamo l’esito del Dna», spiegano i parenti. Ed è lo stesso strazio che vive la famiglia di Giovanni Tamburi, 16 anni, disperso dopo essere sfuggito alle fiamme ma mai riapparso: il cellulare scarico e il caos del dopo-incendio hanno interrotto ogni contatto.

Strage in Svizzera, dalle indagini sul rigo al mistero delle identità cancellate dal fuoco

Tra le mille difficoltà, gli enigmi e le informazioni mancanti dunque, il vero ostacolo alle indagini è l’atroce gravità delle ferite. Non a caso, l’assessore al Welfare lombardo, Guido Bertolaso, ha descritto una situazione clinica drammatica: presso il centro ustioni di Zurigo vi sono quattro ragazzi in condizioni critiche, e per due di loro l’identificazione ufficiale è ancora impossibile. «Il volto è la parte più colpita. Molti ragazzi sono completamente fasciati. E le medicazioni rendono impossibile il riconoscimento visivo», ha spiegato Bertolaso.

Così, per dare un nome ai feriti e alle vittime, un team di trenta esperti sta procedendo con l’estrazione del profilo genetico per il matching del Dna con i familiari arrivati in Svizzera.

Gli appelli sui social: la “Generazione 2009”

Intanto, mentre la diplomazia lavora e la mobilitazione sanitaria spazia a livello internazionale, con l’Italia in prima fila, la ricerca corre su Instagram. Sulla pagina dedicata ai dispersi si rincorrono le foto di ragazzi giovanissimi, i volti della “classe 2009”, descritti come adolescenti normali che volevano solo festeggiare il Capodanno. Tra i profili più condivisi c’è quello di Achille Osvaldo Giovanni Barosi, visto l’ultima volta mentre rientrava nel locale per recuperare giacca e telefono. E quello di Riccardo Minghetti.

Svizzera, il giallo del riconoscimento di Emanuele Galeppini, e non solo…

Ma sullo sfondo, tra indagini e ricerche, dolore e caos, la realtà dei fatti, al momento, parla di una procedura tecnica per arrivare a informazioni concrete e conferme sulle identità dei giovani ricoverati, e sulla verità dei sei dispersi, è inevitabilmente lenta. Del resto, quando il fuoco agisce con tale violenza, la scienza è l’unico strumento rimasto per restituire un’identità a chi, in quella maledetta notte, l’ha perduta tra le fiamme…

(Sopra, nella combo, foto Ansa. A sinistra, i dispersi e i feriti italiani: spuntano i primi nomi. Da sinistra, in alto: Giovanni Tamburi, Emanuele Galeppini, Achille Osvaldo Giovanni Barosi. Sotto, da sinistra: Alessandra Galli De Min, Eleonora Palmieri. A destra nella combo, la Centrale Cross della Protezione civile nazionale a Pistoia, impegnata a coordinare i trasferimenti in ospedali italiani dei feriti a Crans Montana).

Per continuare a leggere l'articolo sostienici oppure accedi

Non ci sono commenti, inizia una discussione

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

di Greta Paolucci - 3 Gennaio 2026