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Fine delle speranze, il Dna conferma_ 3 delle vittime identificate sono ragazzi italiani che erano tra i dispersi

Vite spezzate

Svizzera, fine delle speranze, il Dna conferma: 3 degli italiani dispersi tra le vittime identificate. Ecco chi erano Giovanni, Achille e Emanuele

Esami di laboratori e indagini confermano i decesso dei nostri giovani studenti nella strage di Crans-Montana, mentre continua l'attesa per chi ancora manca all'appello e il trasferimento dei feriti gravi verso gli ospedali italiani

Cronaca - di Lorenza Mariani - 4 Gennaio 2026 alle 11:28

Svizzera, il dolore si fa certezza nel Cantone del Vallese. Dopo giorni di straziante attesa, l’esame del Dna effettuato all’ospedale di Losanna ha dato un nome ai primi corpi recuperati dalle macerie della discoteca Le Constellation, distrutta da un rogo nella notte di Capodanno. Sono tre i giovani italiani ufficialmente identificati tra le 40 vittime della strage: Giovanni Tamburi, 16 anni di Bologna, Achille Barosi, suo coetaneo milanese, ed Emanuele Galeppini, 17enne genovese residente a Dubai.

Svizzera, fine delle speranze, il Dna conferma: 3 dei ragazzi italiani dispersi tra le vittime

Le autorità e la polizia svizzere riferiscono dell’identificazione di altre 16 vittime della strage di Capodanno a Crans-Montana, portando a 24 il numero totale di quelle di cui è stata accertata l’identità. E dall’ambasciatore italiano in Svizzera, Gian Domenico Cornado, arriva la conferma. E si apprende con sconfinato dolore che «tre di loro sono italiane. Le famiglie sono state avvertite». Si spegne così la fiamma della speranza per Giovanni Tamburi, 16enne di Bologna. Per il coetaneo milanese, Achille Barosi. E per il golfista diciassettenne di Genova Emanuele Galeppini, dati per dispersi da quella maledetta notte di Capodanno e fino a poco prima del ferale annuncio. I tre ragazzi avevano 16 e 17 anni.

Tragedia di Crans-Montana: identificate altre 16 vittime, 24 in totale

L’ambasciatore aveva precedentemente confermato, durante un punto stampa a Crans Montana, che «le vittime sono 40, 8 quelle già identificate, ma non hanno confermato la nazionalità». Ora un nuovo aggiornamento che conferma come tra le vittime ci siano anche italiani. Invariato il numero dei feriti: 121, di cui 5 ancora da identificare. Poi il diplomatico aggiunge anche: «In base ai dati della Farnesina abbiamo 14 feriti di nazionalità italiana». E intanto al Niguarda arrivano la 15enne Sofia e la 16enne Francesca.

Vite spezzate in Svizzera: ecco chi erano i tre ragazzi italiani

Ora, dopo ore interminabili di strazio e angoscia, attesa e flebili speranze, le storie che emergono dalle macerie e dai laboratori della Svizzera raccontano di sogni interrotti e atti di eroismo. E sono quelle di Giovanni Tamburi, studente del liceo “Righi” di Bologna, che era in vacanza con il padre. La madre aveva lanciato disperati appelli in tv prima della tragica conferma. Quella di Achille Barosi, che studiava dalle Orsoline a Milano, e che era inizialmente riuscito a mettersi in salvo, ma il destino lo ha tradito quando è rientrato nel locale per recuperare il cellulare e il giubbotto. E poi c’è la storia di Emanuele Galeppini, una promessa del golf internazionale. Un talento puro che viveva negli Emirati, ma che era rimasto molto legato alle sue radici.

Il bilancio dei dispersi

Mentre il numero totale delle vittime identificate sale a 24 (molti i giovani svizzeri), l’ansia divora le famiglie degli altri italiani che ancora mancano all’appello. Tra i dispersi figurano la milanese Chiara Costanzo, per la quale il padre ha già dichiarato di non avere più speranze. Il romano Riccardo Minghetti – cercato incessantemente dal genitore negli ospedali –. E la 15enne Sofia Prosperi, nata a Roma ma residente in Ticino. Proprio di Sofia esiste un ultimo filmato sui social, che la ritrae felice pochi istanti prima che il soffitto del locale prendesse fuoco.

I soccorsi e il rientro dei feriti

Parallelamente al lavoro di riconoscimento, prosegue il rientro dei feriti in Italia. Al centro ustioni del Niguarda di Milano sono giunte altre due giovanissime: Sofia (15 anni) e Francesca (16 anni), quest’ultima trasferita da Zurigo in condizioni gravi. In totale, i pazienti italiani ricoverati nella struttura milanese sono nove.

Sul fronte logistico, la Protezione Civile e il team di supporto della Regione Piemonte sono attivi a Crans-Montana per assistere i familiari, molti dei quali si conoscevano già frequentando la località da anni. Spetterà ora alla Farnesina coordinare il doloroso rientro delle salme in patria, mentre la magistratura elvetica indaga sulla sicurezza del locale, il cui soffitto sarebbe stato rivestito di schiuma altamente infiammabile.

Svizzera, prosegue a ritmo serrato il lavoro sul Dna per i riconoscimenti

E, su tutto, procede a ritmo sostenuto «l’importante lavoro di identificazione condotto nelle ultime ore dalla polizia cantonale, dal Disaster Victim Identification (Dvi) e dall’Istituto di medicina legale, che ha permesso di identificare altre quattro vittime, ossia otto in totale», ha reso noto la polizia in un comunicato. E nel frattempo, le indagini e le procedure di identificazione delle altre vittime proseguono attivamente. Nelle scorse ore il comandante della polizia cantonale, Frédéric Gisler, aveva assicurato alla stampa che il riconoscimento delle persone decedute procede senza sosta: «È la nostra priorità assoluta».

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di Lorenza Mariani - 4 Gennaio 2026