Martire della mafia
Strangolato e sciolto nell’acido da Brusca, trent’anni fa l’omicidio del piccolo Giuseppe Di Matteo
A ricordare il bambino ucciso da Cosa Nostra ci sarà la presidente della commissione parlamentare antimafia, Chiara Colosimo
Trent’anni fa il piccolo Giuseppe Di Matteo fu strangolato e sciolto nell’acido su ordine di Giovanni Brusca, dopo oltre due anni di prigionia. Vittima innocente che sarà ricordata oggi dalla presidente della Commissione parlamentare antimafia Chiara Colosimo.
Non aveva nemmeno 15 anni
Giuseppe Di Matteo, l’11 gennaio 1996, a 8 giorni dal compimento dei 15 anni, fu strangolato e sciolto nell’acido dalla mafia, dopo essere stato tenuto prigioniero 779 giorni. Un tentativo fallito, da parte di Cosa nostra, di impedire che il padre, Santino Di Matteo, pentito ed ex mafioso, collaborasse con gli investigatori, ritrattando le sue rivelazioni sulla strage di Capaci.
Il ricordo
In occasione dell’anniversario, l’amministrazione comunale di San Giuseppe Jato, guidata dal sindaco Giuseppe Siviglia, ricorderà Di Matteo nel Giardino della Memoria, il casolare-bunker di contrada Giambascio, poi confiscato ai boss, in cui, dopo essere stato spostato in varie prigioni, il piccolo rimase rinchiuso per 180 giorni, fino al giorno del brutale omicidio. La commemorazione si svolgerà venerdì 9 gennaio, alle 15 nel Giardino della Memoria. Sarà presente, tra gli altri, la presidente della commissione nazionale Antimafia, Chiara Colosimo. “Giuseppe non è solo una vittima innocente della violenza mafiosa, è una ferita aperta nella coscienza civile del nostro Paese”, afferma il sindaco Siviglia.
Le parole dello zio
Continua il primo cittadino di San Giuseppe Jato: “È importantissima la presa di distanza dal padre che Nicola Di Matteo, fratello del piccolo Giuseppe, ha detto di non poter mai perdonare. Parole, quelle da lui pronunciate nelle interviste pubblicate oggi sul Giornale di Sicilia e sulla Stampa, che esprimono il profondo e inestinguibile dolore provato per tutta la vita e segnano, in maniera netta e inequivocabile, la definitiva condanna di un ambiente in cui Giuseppe e Nicola erano stati costretti a vivere da ragazzini”.
Presenti i sindaci del comprensorio e la mamma di Giuseppe
Prevista anche la presenza di Francesca Castellese, madre di Giuseppe Di Matteo, e del fratello Nicola e sono stati invitati i rappresentanti istituzionali: il prefetto, Massimo Mariani, il questore, Maurizio Vito Calvino, il sindaco metropolitano di Palermo, Roberto Lagalla, il comandante provinciale della Guardia di Finanza, Domenico Napolitano, il comandante provinciale dei carabinieri, Luciano Magrini. Ci saranno i sindaci del consorzio Sviluppo e legalità: Altofonte, San Cipirello, Roccamena, Partinico, Corleone, Piana degli Albanesi, Camporeale e Monreale.