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Allarme Coldiretti e sos alla Ue si carne agli ormoni e riso ai pesticidi, e non solo…

Allarme in piazza

Sos Coldiretti alla Ue, carne agli ormoni e riso ai pesticidi: veleno nel piatto e norme aggirabili. A rischio salute e Made in Italy

Cronaca - di Bianca Conte - 26 Gennaio 2026 alle 19:30

Mentre l’Unione Europea continua a perdersi in astratti proclami green, l’agricoltura italiana si ritrova sotto l’assedio di un’invasione silenziosa e tossica. E a Torino, seimila agricoltori della Coldiretti sono scesi in piazza per gridare un “no” risoluto al dumping alimentare (esportazione di merci a prezzi molto più bassi di quelli praticati sul mercato interno o su un altro mercato, oppure addirittura sotto costo, ndr). E alla concorrenza sleale che sta avvelenando le nostre tavole. Col rischio di mettere in ginocchio i nostri produttori.

Allarme Coldiretti: dalla carne agli ormoni al riso ai pesticidi

I dati sono da bollettino di guerra. Nel solo 2025 sono scattati ben 230 allarmi per cibi importati da Paesi extra-Ue, carichi di pesticidi vietati. Ormoni. E antibiotici. Un paradosso inaccettabile: mentre ai nostri agricoltori vengono imposti standard rigorosissimi, Bruxelles spalanca le porte a riso asiatico cancerogeno. Come alla carne sudamericana agli ormoni, spesso spacciati per italiani grazie a norme doganali truffaldine. Ma procediamo con ordine.

Scattati 230 allarmi sugli import extra Ue

Dalla carne congelata con ormoni e antibiotici. Al riso coltivato con pesticidi vietati, serve potenziare i controlli su tutti i prodotti alimentari extra Ue e garantire piena trasparenza al consumatore attraverso l’etichettatura obbligatoria dell’origine a livello europeo e l’abolizione del codice doganale dell’ultima trasformazione che consente di far risultare italiano ciò che italiano non è. È quanto chiede Coldiretti per tutelare la salute dei cittadini consumatori e il reddito degli agricoltori, oggi esposti a una concorrenza sleale incredibilmente favorita dall’Unione guidata dalla presidente Von der Leyen.

L’allarme è stato lanciato durante la mobilitazione a Torino con la presenza del presidente Ettore Prandini, del segretario generale Vincenzo Gesmundo e dai presidenti di Coldiretti Piemonte, Cristina Brizzolari. Di Coldiretti Liguria, Gianluca Boeri. E di Coldiretti Val d’Aosta, Alessia Gontie. Assieme a seimila soci agricoltori.

La mobilitazione a Torino con seimila soci agricoltori

Per l’occasione è stata allestita una tavola che ha messo a confronto alcune eccellenze made in Italy, dal riso Carnaroli alla carne di razza piemontese, con prodotti stranieri che entrano in Europa senza adeguati controlli e spesso trattati con sostanze vietate nell’Ue. I controlli sulle merci extra Ue si fermano in media al 3% e nel 2025 sono stati registrati 230 allarmi alimentari (fonte Rasff) per residui di pesticidi vietati, microrganismi patogeni, micotossine, metalli pesanti, diossine e additivi proibiti. Un rischio concreto per i consumatori e un danno diretto alle filiere italiane.

Dalla carne congelata (e l’uso di antibiotici e promotori della crescita)

Nel dettaglio, sul fronte della carne bovina, nel 2024 sono arrivati in Italia 377 milioni di chili dall’estero (fonte Istat), di cui 32 milioni di chili congelati. E nel 2025 l’import complessivo è aumentato del 3%, ma per la congelata si è arrivati al +30%. Non solo. Ad aggiungersi a preoccupazioni e allarmi, anche il dato dell’uso nei Paesi extra Ue, soprattutto in Sud America, di antibiotici e promotori della crescita. Oltre alle lacune del Brasile nei controlli sugli ormoni vietati in Europa.

L’incognita riso e la crescita delle importazioni dall’Asia

Situazione analoga per il riso: nel 2024 ne sono arrivati 300 milioni di chili, per quasi tre quarti dall’Asia, e nei primi dieci mesi del 2025 gli arrivi sono cresciuti del 9%. Nel riso indiano sono stati rilevati fungicidi e insetticidi vietati nell’Ue per effetti cancerogeni e neurotossici. Mentre in quello paraguayano è stato trovato un fungicida che altera la funzione ormonale. Nonostante ciò, il 60% del riso che entra in Italia beneficia del dazio zero e dal 2009, grazie al regime Eba “Everything but arms”, le importazioni sono passate da 9 a quasi 50 milioni di chili. Aggravando il dumping con pesticidi vietati e sospetto sfruttamento di lavoro minorile.

L’appello della Coldiretti Piemonte: più controlli per salvare le eccellenze piemontesi

Brizzolari, ‘nel 2024 valore 2,8 mld valore importazioni da Paesi Extra Ue’ “Il valore delle importazioni da Paesi Extra Ue ha raggiunto in Piemonte i 2,8 miliardi nel 2024 e nei primi nove mesi del 2025 si è registrato un incremento del 30% delle importazioni di prodotti alimentari”. A sottolinearlo, in occasione della mobilitazione con 6 mila agricoltori a Torino, provenienti dal Piemonte, dalla Liguria e dalla Valle d’Aosta, Cristina Brizzolari, presidente di Coldiretti Piemonte, e Bruno Rivarossa, delegato confederale che osservano: «Ancor più alla luce di questi dati, chiediamo parità di condizioni nelle importazioni agroalimentari applicando il principio di reciprocità».

Il vulnus dell’applicazione degli standard europei di sicurezza e sostenibilità a tutti in egual misura

«Gli stessi standard europei di sicurezza e sostenibilità – proseguono – devono valere per tutti i prodotti. Indipendentemente dal Paese di origine. E per farlo serve aumentare i controlli e assegnare all’Italia e a Roma la sede dell’Authority doganale europea come richiesto con la candidatura avanzata dal Governo italiano su sollecitazione di Coldiretti», concludono Brizzolari e Rivarossa.

L’allarme Coldiretti dalla carne al riso: un sos sanitario ma anche una questione di dignità nazionale e sovranità alimentare

Il quadro emerso dalla mobilitazione piemontese non è solo un allarme sanitario, ma una questione di dignità nazionale e sovranità alimentare. La richiesta di Coldiretti, in questo senso, è chiara: non si può più tollerare che il “codice doganale dell’ultima trasformazione” consenta di camuffare con il tricolore materie prime scadenti e pericolose. La battaglia per la reciprocità – ovvero imporre agli altri le stesse regole che valgono per noi – è l’unica via per salvare le eccellenze del Made in Italy.

La necessità di un presidio contro le frodi

In questo senso, la candidatura di Roma come sede dell’Authority doganale europea, sostenuta con forza dal governo, rappresenterebbe un presidio fondamentale contro le frodi. Difendere i nostri agricoltori significa difendere la salute di tutti i cittadini e l’identità stessa della nazione e delle sue eccellenze, contro un’Europa che, troppo spesso, sembra tifare per i mercati globali, a scapito delle proprie tradizioni.

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