In missione con la Nato
Soldati italiani in Groenlandia? Nel caso sono pronti gli Alpini. Marce sottozero con zaini pesanti nell’esercitazione “Volpe Bianca”
E’ solo una coincidenza, un rituale normale per gli Alpini ma da quando si parla di Groenlandia e di un possibile invio di soldati europei – o come deterrenza per Trump o a supporto della Nato per avallare le ansie di controllo sull’isola artica da parte del presidente – in molti si sono chiesti quale contingente italiano potrebbe essere utilizzato. La premier Meloni al momento ha escluso qualsiasi ipotesi di “boots on the ground” di soldati italiani, ma nel caso gli Alpini, reduci da diverse esercitazioni specfiche nel 2025, sui ghiacciai, sono pronti. Come racconta ItaliaOggi, tra il 10 e il 15 marzo dello scorso anno, in Val Pusteria – tra l’Alto Adige e il Tirolo Orientale – si è svolta quella più importante, la “Volpe Bianca 2025”, sistema di test annuali dedicato al cosiddetto “Mountain Warfare”: tecniche e strategie militari sviluppate per operare in territori impervi come quelli alpini in ambiente invernale.
Groenlandia, niente italiani, ma gli Alpini sono pronti
Non proprio una passeggiata con spritz alla prima baita. Marce sottozero con zaini pesanti, combattimenti nella neve, utilizzo di tecnologie di ultima generazione in un ambiente estremo, con una temperatura che ha raggiunto anche i meno quaranta gradi. “Volpe Bianca” si articola in sotto-esercitazioni come “Winter Resolve” (in Piemonte), “Ice Patrol” (ricognizione di 20 km con 1000 m di dislivello in 48-72 ore, tiro e trasporto feriti) e “Ice Challenge” (staffetta sci-alpinistica di 16 km). Coinvolge oltre 1000-1300 militari da Brigate Julia e Taurinense, reparti speciali (es. Alpini Paracadutisti Ranger), Aviazione Esercito, alleati NATO (Polonia, Romania, Francia, USA) e Croce Rossa; si svolge sulle Dolomiti (Val Pusteria, Val Badia, Cortina) a 2000 m di altitudine. Dal 15 al 19 settembre 2025, tra Passo Costalunga, Moena e la Val di Fassa in Trentino Alto Adige si è svolta l’esercitazione “Extreme Patrol”. Gli Alpini dell’Esercito sono state impegnate in una simulazione di guerra in alta quota che ha riprodotto condizioni estreme di combattimento.
I contingenti pronti per una missione artica
Alpini delle Brigate Julia e Taurinense rappresentano il nucleo principale per operazioni in ambienti artici come la Groenlandia, ma altre unità dell’Esercito Italiano con addestramento specialistico potrebbero integrarle. Il 4° Reggimento Alpini Paracadutisti “Ranger” è validato per operazioni artiche estreme, con addestramenti fino a -70°C in camere climatiche e mobilità su neve/ghiaccio, ideale per ricognizioni e azioni dirette in Groenlandia.
-
-
Reparti di artiglieria come il 5° “Superga” per supporto fuoco in quota.
-
Genieri guastatori (2° Reggimento) per mobilità e ostacoli in terreno ghiacciato.
-
Trasmissioni (2° Reggimento Alpino) e sicurezza cibernetica (9° “Rombo”) per comunicazioni e guerra elettronica in ambienti remoti.
-
Tutti pronti, dunque, ma al momento non se ne parla, la Nato – nelle intenzioni del governo – va tutto gestito nell’ambito della Nato. Il 16 gennaio 2026, da Tokyo, ha definito la Groenlandia “territorio di responsabilità NATO” e ha indicato che un rafforzamento della presenza alleata è “necessario”, da discutere nell’Alleanza Atlantica, inclusa “eventualmente la nostra presenza”.