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Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi

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Sicurezza, il record negativo di assunzioni con i giallo-rossi: nel 2020 furono solo 3.854. Il Viminale: con Meloni il triplo ogni anno

È ufficialmente partita l'offensiva dei sindaci Pd sul tema, ma anche la strategia di Schlein di affidare l'opposizione al territorio si rivela fallimentare: l'ultimo autogol lo ha segnato Gualtieri che era ministro nel governo che ha fatto peggio di tutti negli ultimi dieci anni

Politica - di Sveva Ferri - 22 Gennaio 2026 alle 14:52

L’ultimo in ordine di tempo è stato Roberto Gualtieri, un paio di giorni fa. Prima di lui ci avevano provato Giuseppe Sala, sempre questa settimana, e Matteo Lepore. È ufficialmente entrata nel vivo l’offensiva dei sindaci Pd sul tema sicurezza, invocata come strategia del partito da Elly Schlein, insieme a quella sulla casa, nell’assemblea degli amministratori che si è tenuta a novembre a Bologna. Ma anche il tentativo di realizzare dal territorio quel che non riesce a livello centrale, ovvero un’opposizione efficace, si sta dimostrando fallimentare per i dem: la narrazione sulla sicurezza che stanno cercando di costruire i sindaci si è presto rivelata un boomerang, sotto la spinta dei dati oggettivi forniti dal governo: oltre 35mila agenti assunti nel triennio di governo Meloni, altri 30mila in arrivo e lo sblocco di un turn over che aveva raggiunto il suo minimo storico nel 2020, col governo giallo-rosso.

L’attacco di Gualtieri sulla sicurezza

«Il decreto sicurezza non lo conosco. Quello che posso dire è che noi sindaci abbiamo bisogno di due cose molto importanti: che si diano più risorse alle forze dell’ordine per gli straordinari e per la presenza della sera e la notte, una cosa che non sta avvenendo in modo adeguato. Su questo non è stato fatto nulla, anzi: i numeri sono in calo nonostante lo straordinario lavoro e dedizione di tutto il sistema delle forze dell’ordine», ha lamentato Gualtieri – guarda caso chiedendo anche risorse per l’edilizia residenziale – un paio di giorni fa nel corso di una visita a Tor Bella Monaca, quartiere difficile della città, ma nient’affatto abbandonato come dimostrano le numerose, importanti operazioni di polizia condotte negli ultimi anni nella zona.

I numeri del Viminale smascherano il clamoroso autogol

Un autogol clamoroso, considerando che negli ultimi dieci anni il minimo storico di assunzioni nelle forze di polizia si è toccato nel 2020, con quel governo giallo-rosso di cui Gualtieri era ministro dell’Economia. Allora le «immissioni» in organico, ha ricordato il Viminale, furono appena 3.854. «Sempre nell’ultimo decennio, gli anni con il maggior numero di assunzioni si sono verificati in questa legislatura con il governo Meloni: 35.206 nel triennio, dunque una media annua tripla rispetto al 2020», ha fatto sapere il ministero dell’Interno. Lo stesso ministro Matteo Piantedosi ha replicato a caldo alle accuse di Gualtieri ricordando che «da quando siamo al governo sono andati in pensione il triplo dei poliziotti rispetto agli anni precedenti e ciononostante li abbiamo sostituiti tutti con forze giovani che hanno abbassato l’età media di quasi tre anni». «Prima questo non avveniva per effetto di gravi sottovalutazioni, proprio il governo di cui il sindaco Gualtieri fu il ministro dell’Economia ne sostituiva sei a fronte di 10 che ne uscivano e con ciò contribuendo ad aggravare la situazione di sottorganico e di invecchiamento che abbiamo trovato». «Per questo – ha concluso Piantedosi – credo che le critiche che ci vengono mosse siano strumentali e vengano smentite dai fatti».

Un ulteriore dato sul perché il Pd farebbe meglio a tacere lo ha fornito il senatore Alberto Balboni, responsabile del Dipartimento Legalità e Sicurezza di FdI: «All’inizio della legislatura – ha ricordato – gli agenti in servizio erano poco più di 96mila a fronte di una pianta organica di 109 mila a causa del blocco del turn over deciso dai governi Pd dal 2015 in poi».

Anche a Sala e Lepore è andata male

Tornando ai sindaci dem, non è andata meglio a Sala, che l’altro giorno si è avventurato nell’adombrare un “complotto” politico contro Milano, sostenendo che «ha avuto per molto tempo lo stigma della città più insicura, ma i problemi di sicurezza stanno venendo fuori ovunque». In quel caso è stato il segretario provinciale milanese della Lega, Samuele Piscina, a ricordare che il governo ha assegnato alla città «nel triennio 2023-2025, circa 3.500 nuovi agenti delle forze dell’ordine alla Questura e comandi provinciali di Carabinieri e Guardia di Finanza: 2.500 poliziotti, 800 carabinieri e 300 finanzieri», ai quali «si aggiungeranno ulteriori rinforzi in vista delle Olimpiadi e nel prossimo triennio, oltre ai nuovi militari già impiegati nell’operazione Strade Sicure».

Qualche giorno prima Lepore aveva avanzato le stesse recriminazioni, facendo proprio il nuovo mantra del Pd che ha finalmente scoperto che «la sicurezza in questo momento storico è una priorità per i cittadini». «E la sicurezza è innanzitutto una prerogativa del ministero degli Interni», aveva aggiunto, anche lui provando ad addossare al governo la responsabilità di anni e anni di lassismo targato sinistra. Con quella ipocrisia di fondo per cui il Pd, mentre da un lato invoca più sicurezza, dall’altro dice no e perfino demonizza tutti i provvedimenti che il governo assume: dalla stretta sull’immigrazione clandestina alle zone rosse, fino ai decreti sicurezza.

L’ironia di Meloni sulla scoperta del tema sicurezza da parte del Pd

«L’opposizione diceva anche che un problema di sicurezza in Italia non esisteva e che eravamo noi della destra che lo sventolavamo per prendere i voti sulla paura della gente», ha detto la premier Giorgia Meloni ieri sera a Porta a Porta, rispondendo a Bruno Vespa che le faceva notare che l’opposizione dice che non servono più leggi, più decreti, servono più uomini alle forze dell’ordine. «Sono certa che adesso che l’opposizione ha scoperto che c’è il tema della sicurezza in Italia, non ci ritroveremo con l’ostruzionismo che hanno fatto con il primo decreto sicurezza, ma ci daranno una mano», ha ironizzato la premier, spiegando che il «focus nei prossimi provvedimenti sarà soprattutto sulla materia della lotta alla violenza delle gang giovanili», che il governo sta lavorando a zone rosse intorno alle stazioni e ricordando le assunzioni fatte nel comparto. Ma anche che sulla sicurezza è necessaria una collaborazione tra tutte le istituzioni coinvolte, magistratura compresa.

Le zone rosse intorno alle stazioni e il nuovo decreto sicurezza, ma ognuno deve fare la sua parte

«Noi possiamo assumere tutte le forze di polizia che vogliamo, ma se il loro lavoro viene mortificato, possiamo metterne anche un milione ma non risolverà il problema della sicurezza. E io continuo a vedere cose che non riesco a capire», ha detto Meloni, ricordando che martedì «il Tar della Lombardia ha deciso di annullare il provvedimento di Daspo urbano nei confronti dei manifestanti che avevano devastato la stazione di Milano. Come si fa a garantire la sicurezza così? Ci sono stati agenti che hanno rischiato la loro incolumità, ditemi voi se il loro lavoro non viene mortificato».

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di Sveva Ferri - 22 Gennaio 2026