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Sicurezza, ecco la direttiva di Piantedosi: trattenimento nei CPR e rimpatrio per chi minaccia l’ordine pubblico

Oggi il vertice a Chigi

Sicurezza, ecco la direttiva di Piantedosi: trattenimento nei CPR e rimpatrio per chi minaccia l’ordine pubblico

Il Ministro dell'Interno ha inviato a Prefetti e Questori il documento che si inserisce in una “complessiva azione di contrasto all’immigrazione irregolare" e che dispone anche l'accompagnamento alla frontiera

Politica - di Eva De Alessandri - 20 Gennaio 2026 alle 11:47

In attesa del vertice sulla sicurezza a Palazzo Chigi, previsto probabilmente a margine del CdM, il ministro dell’Interno Piantedosi ha inviato a Prefetti e Questori di tutto il territorio nazionale la “Direttiva in materia di trattenimento presso i CPR di stranieri socialmente pericolosi”.
Nel documento redatto del Viminale, che si inserisce in una “complessiva azione di contrasto all’immigrazione irregolare” si legge che “Alcuni recenti episodi di cronaca hanno posto all’attenzione la necessità di perseguire con la massima determinazione l’obiettivo” definito prioritario per la sicurezza pubblica “del rimpatrio degli stranieri irregolari presenti sul territorio nazionale che si siano evidenziati per comportamenti pericolosi, disponendone senza indugio, nelle more, il trattenimento nei CPR”.

Obiettivo: contenere il rischio di una escalation di violenza

Nella missiva il Ministero dell’Interno si esorta “Il massimo impegno per il conseguimento dell’obiettivo” che si impone “allo scopo di contenere, attraverso il loro più sollecito allontanamento dal nostro Paese, il rischio che una possibile escalation dei comportamenti violenti culmini, come già accaduto, nella commissione di efferati delitti”.

Rimpatri degli irregolari con accompagnamento alla frontiera

In virtù di un simile quadro, prosegue la direttiva “si rende quanto mai necessario che sia disposto il rimpatrio con accompagnamento alla frontiera degli stranieri irregolari che, per il loro comportamento, sulla base di elementi di fatto, possano ritenersi una minaccia per l’ordine e la sicurezza pubblica, ponendo in campo ogni sforzo organizzativo utile a darvi corso”. Così come è essenziale che nei loro confronti e nelle more dell’allontanamento dal territorio nazional dove non immediatamente eseguibile “sia disposto il trattenimento nei CPR con priorità” così come previsto dall’art. 14. comma 1.1. del decreto legislativo n. 286/1998.

Richieste a Questori risorse adeguate per l’accomapagnamento nei CPR

Poi un passaggio rivolto ai Questori affinché vengano destinate “risorse adeguate all’accompagnamento degli stranieri presso i CPR assegnati, a qualsiasi distanza questi si trovino. Qualora, peraltro, per esigenze o circostanze contingenti, ciò non risulti possibile, interesseranno la Segreteria del Dipartimento della pubblica sicurezza affinché assicuri ogni supporto logistico o di personale utile a tale scopo”.

A Prefetti richiesto massimo impulso anche su manutenzione centri

Nella stessa ottica il Viminale si rivolge ai Prefetti così da imprimere “il massimo impulso all’attività di manutenzione dei centri già presenti sul territorio, in modo che ne sia sempre garantita la piena capacità” anche dove questa sia ridotta “a seguito di episodi di danneggiamento o atti di vandalismo perpetrati dagli ospiti” in raccordo con il “Dipartimento per le libertà civili e l’immigrazione” competente. E qualora “singoli alloggi” o addirittura come accaduto “interi settori dei CPR siano resi inutilizzabili, si provveda a trasferire i migranti presso altri centri di trattenimento”. E’ esclusa “la possibilità di dimissioni dalla struttura con ordine di allontanamento del Questore, onde evitare che tale prospettiva possa incentivare comportamenti violenti”.

Attenzione all’individuazione dei responsabile

Il Ministero dell’Interno, nella direttiva, richiama alla piena “attenzione sulla necessità di svolgere con la massima accuratezza “tutte le verifiche necessaria per “l’individuazione dei responsabili di rivolte” e di “danneggiamenti all’interno delle strutture di trattenimento”.

Convenzioni con Asl e auspicabili con SerD locali

Si esortato, inoltre, i Prefetti che non abbiano già provveduto a farlo “a stipulare convenzioni con l’ASL” per applicare pienamente dell’art. 3. comma 2. della direttiva 19 maggio 2022 del Ministro dell’interno “che consente la permanenza nei CPR anche dei migranti che vi abbiano fatto accesso in assenza di visita medica per l’accertamento dell’idoneità alla vita di comunità ristretta, a condizione che tale visita sia effettuata entro 24 ore dall’ingresso. Allo stesso modo per evitare che “l’idoneità alla vita di comunità ristretta possa essere esclusa, in via automatica, sulla base del mero accertamento di condizioni di tossicodipendenza dello straniero” si invitano i Prefetti che lo vorranno a “stipulare apposite convenzioni con i locali SerD”, conclude la direttiva firmata dal Ministro Piantedosi.

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di Eva De Alessandri - 20 Gennaio 2026