Il rais scalpita
Si dimette il sindaco Pd di Salerno: sullo sfondo il ritorno dell’eterno Vincenzo De Luca
Vincenzo Napoli lascia la guida della città. Troppo facile immaginare chi sarà il candidato alla sua successione tra 4 mesi
“Ho rassegnato le mie dimissioni nelle mani del Segretario generale affinché le inoltri al Consiglio comunale e al presidente del Consiglio, Angelo Caramanno, così come prescritto nella procedura”. Così il sindaco di Salerno, Vincenzo Napoli, dopo essersi dimesso dal suo incarico di primo cittadino e di conseguenza da presidente della Provincia. E sullo sfondo c’è il possibile ritorno dell’intramontabile Vincenzo De Luca.
I motivi
“Si correva il rischio-ha detto Napoli– di svolgere questo resto di consiliatura delegando ad un’azione ordinaria che non possiamo permetterci: c’è bisogno di una spinta propulsiva, di nuove progettualità, nuove iniziative che hanno davanti un tempo ragionevole per la loro realizzazione piuttosto che fare quest’anno stancamente, ho immaginato che fosse utile per la città e per i miei concittadini avere un’amministrazione con una durata di 5 anni che potesse svolgere un’attività di progettazione e di proposte assolutamente adeguate alle nostre esigenze”.
Don Vincenzo scalpita
A questo punto Salerno sarà commissariata. Ma per pochi mesi. Si voterà in primavera alla prossima tornata elettorale. E chi potrebbe candidarsi se non lui, Vincenzo De Luca, che ha iniziato la carriera proprio da sindaco di Salerno? Un mago, citando il successo di Giuseppe Femia, Turchese non meno di sette. Don Vincenzo fino a poche settimane fa era presidente e padre padrone della Campania. E oggi non può accettare che proprio nella sua città altri dettino la linea.
Il Pd? Non conta niente
Il Pd non conta niente dinanzi a De Luca. O, meglio ancora, è nelle sue mani, perché il segretario regionale campano è il figlio Piero, deputato. Quindi, se dovesse arrivare qualche diktat romano, De Luca senior se ne infischierà. Pronto a candidarsi comunque con le liste civiche, a conferma del fatto che la Campania è sempre “cosa sua”. Figuriamoci Salerno. Per cui la sorpresa è già scartata: il rais è pronto a scendere in campo. Eternamente.
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