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Semaforo rosso per Lepore, il Tar accoglie il ricorso di FdI: illegittime le ordinanze su Bologna a 30 km orari

Sconfessata la giunta dem

Semaforo rosso per Lepore, il Tar accoglie il ricorso di FdI: illegittime le ordinanze su Bologna a 30 km orari

Politica - di Carlo Marini - 20 Gennaio 2026 alle 17:44

«A prescindere dai positivi e desiderabili effetti di riduzione degli incidenti avvenuti nel 2024 e 2025 e delle vittime, cionondimeno l’individuazione delle strade assoggettate al limite di 30 chilometri orari non risulta essere avvenuta nel rispetto della vigente normativa». Non lascia spazio ad interpretazioni la sentenza del Tar dell’Emilia-Romagna che cancella uno dei provvedimenti-bandiera della giunta Lepore, Città 30, che, tra le proteste dei tassisti e le lamentele di molti cittadini, ha ridotto il limite di velocità nel 70 per cento delle strade cittadine.

Il Tribunale Amministrativo dell’Emilia Romagna si è quindi espresso favorevolmente sul ricorso promosso da Fratelli d’Italia, tramite il proprio europarlamentare Stefano Cavedagna, per l’annullamento delle ordinanze su Bologna 30, anche a supporto di categorie colpite dal provvedimento. «Il Tar ha accolto i ricorsi annullando le ordinanze, rimarcando l’illegittimità dell’azione del Comune che ha operato fuori dalle proprie competenze per meri scopi propagandistici’». Ad annunciare la batosta amministrativa per il sindaco Lepore e per la sua giunta è stato Galeazzo Bignami, capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera dei Deputati e parlamentare bolognese.

Bignami: la sicurezza stradale non si garantisce con operazioni illegittime

«Confermiamo tutta la disponibilità – prosegue Bignami – ad affrontare il tema della sicurezza stradale anche in ambito urbano in piena collaborazione con le Istituzioni interessate  come ho detto fin dal primo momento quando ancora ricoprivo l’incarico di vice ministro ai trasporti. Questo, tuttavia, non può essere fatto con operazioni propagandistiche illegittime e fuorvianti che non hanno come obiettivo quello di risolvere, ma di fare demagogia a spese dei cittadini. Dispiace che i giudici amministrativi abbiano impiegato due anni per accogliere un ricorso la cui fondatezza era evidente».

Cavedagna: Lepore ha imposto ai bolognesi una scelta ideologica

Rivendica la vittoria al Tar Stefano Cavedagna, che si è fatto promotore del ricorso.«L’annullamento è una sconfitta politica netta per il sindaco del PD Matteo Lepore – osserva l’eurodeputato di Fratelli d’Italia – che ha imposto ai bolognesi una scelta ideologica violando il Codice della Strada. Lo avevamo detto chiaramente: non si possono imporre i 30 km/h in modo generalizzato per tutta la città. La legge è chiara: i limiti sotto i 50 km/h vanno motivati strada per strada, con dati e istruttorie serie. In pratica – aggiunge Cavedagna – la città 30 è contro legge».

Secondo l’europarlamentare di FdI, «la sentenza del TAR conferma che Lepore ha forzato l’articolo 142 del codice della strada, solo per motivi ideologici. Questa non è sicurezza, è pura propaganda che mette in difficoltà cittadini e imprese. E tutti i soldi dei cittadini che il comune ha speso per la Città 30? Bologna non è un laboratorio ideologico della sinistra e non è il feudo della Giunta Lepore, è una città libera e noi saremo sempre a sostegno dei cittadini perbene».

«Resta l’amarezza per i tempi della giustizia amministrativa – osserva la parlamentare di FdI, Gaetana Russo – ci sono voluti ben due anni per giungere a una pronuncia che chiarisce l’evidente illegittimità di provvedimenti che hanno creato disagi a cittadini e categorie produttive».

«Il sindaco Pd Lepore e la sua giunta prendano atto della bocciatura – commenta un altro parlamentare felsineo, Marco Lisei di FdI – e smettano di fare politica sulla pelle dei bolognesi. Dopo due lunghi anni, il Tar mette fine a una forzatura arrogante: vince il buon senso, perde l’ideologia. Questa è una vittoria del buon senso, della legalità e della viabilità della città».

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di Carlo Marini - 20 Gennaio 2026